Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Attacco a Londra, Scotland Yard diffonde la foto dellʼattentatore Masood

L'uomo, 52 anni, aveva precedenti solo per crimini comuni. Morto uno dei due feriti più gravi, sale a 4 il numero delle vittime. Raid della polizia in sei zone del Paese: 8 arresti. "Preparavano attacco".

LONDRA - Quattro vittime dell'attacco, 35 i feriti, a 48 ore dall'attacco a Londra, mentre 8 persone venivano arrestate tra Londra e Birmingham con l'accusa di preparare un attentato, Scotland Yard ha diffuso una fotografia di Khalid Masood, il 52enne attentatore di Londra. L'uomo, di carnagione scura, è calvo e con la barba, come era apparso nelle immagini riprese durante i concitati secondi dell'attacco a Westminster quando alcuni agenti armati lo avevano ferito a morte dopo la sua aggressione a un poliziotto.

L'autore dell'attentato a Westminster era nato il giorno di Natale del 1964, nel Kent, nel sud-est dell'Inghilterra. Il suo nome alla nascita era Adrian Elms, figlio di una madre single che si chiamava Janet Elms; la donna, quando lui era ancora piccolo, aveva sposato Phillip Ajao, nel West Sussex. Appassionato di calcio, era stato vittima, riferisce un suo amico dell'epoca, Kenton Till, di qualche episodio di razzismo forse perche' unico ragazzino di colore nella scuola. 

Secondo la polizia, Khalid Masood, che era conosciuto anche con diversi altri nomi, di recente ha vissuto nella città di Birmingham, nella contea di West Midlands. La seconda città d'Inghilterra per popolazione è considerata il cuore nero della minaccia del terrorismo islamico nel Paese con zone 'oscure' dove l'integrazione fra comunità diverse appare difficile se non impossibile. Masood, fa sapere Scotland Yard, "non era sotto indagine e non c'erano informazioni di intelligence riguardo a sue intenzioni di lanciare un attacco terroristico, tuttavia era noto alla polizia e aveva una serie di diverse condanne per aggressione, lesioni, possesso di armi e reati all'ordine pubblico.

Descritto come brillante e molto sportivo, ad un certo punto però aveva finito per abbandonare gli studi ed era incappato in una serie di problemi con la polizia e la giustizia: condanne per aggressione, possesso illegale di armi, reati di ordine pubblico commessi tra il 1983 e il 2003. Nel 2000 era incappato nell'episodio peggiore, la lite con il proprietario di un caffè, costato a quest'ultimo una profonda ferita al volto. Un episodio che lo aveva portato in prigione dove forse era entrato in contatto con elementi già ispirati dall'estremismo islamico. Non è chiaro, aggiunge il Daily Mail, quando si fosse convertito, ma uscito di prigione aveva soggiornato in Arabia Saudita e forse proprio nel regno wahabita si era radicalizzato: prima nel 2005, a Yanbu; poi a Gedda, tra il 2008 e il 2009. Ritornato in Gran Bretagna nel 2009 era diventato insegnante di inglese, in un college a Luton, e aveva insegnato proprio nel Bedfordshire.

Nel Regno Unito è polemica però sulla “fuga” del capo di Scotland Yard ad interim Craig Mackey, fra i primi a lasciare sotto scorta il palazzo di Westminster negli istanti immediatamente successivi all'attacco. A puntare il dito contro Mackey, è il quotidiano britannico il Daily Mail: il capo della polizia “è stato portato via subito dopo aver assistito come testimone all'attacco subito da uno dei suoi uomini”, scrive il tabloid. Che cita “critici” secondo cui Mackey, in qualità di capo ad interim di Scotland Yard, “avrebbe dovuto unirsi agli sforzi profusi per salvare il poliziotto Keith Palmer ucciso dall'attentatore nel cortile del Parlamento e coordinale la risposta” all'attacco. Come Metropolitan Police Commissioner “aveva la responsabilità di essere in prima linea“.

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