Venerdì, 18 Giugno 2021
TERRORISMO / Siria

Kobane, Isis senza pietà: "Bambini uccisi mentre dormivano"

Continua l'attacco delle milizie del Califfo nella città curda. Secondo le ong che operano sul posto sono almeno 120 i civili uccisi. Franceschi, l'italiano partito per combattere contro l'Isis, racconta su Facebook l'orrore in corso

KOBANE (KURDISTAN SIRIANO) - Due foto. Un lago di sangue sul pavimento di un'abitazione (che non vi mostriamo) e tre bambini uccisi nel loro letto (in alto, a destra). Così Karim Franceschi, l'italiano partito per il Kurdistan per combattere contro l'Isis, su Facebook racconta l'orrore in corso a Kobane da ormai 48, lunghissime ore.

DRAMMA KOBANE - "Nella notte di mercoledì 24 giugno - racconta Franceschi - decine di soldati Isis si sono infiltrati a ?‎Kobane? travestiti con uniformi del ?‎Libero Esercito Siriano??. Sono entrati nelle case dei civili armati di coltelli uccidendo, nei loro letti, donne e bambini. La mattina di giovedì 25 giugno, poi, tre autobomba con bandiere degli alleati provenienti dalla ?‎Turchia? sono state fatte saltare in aria al confine, neutralizzando così le difese curde al check point"?. Contemporaneamente "squadroni della morte ?dell'‎Isis? si sono riversati nella città sempre dal confine ?turco? e hanno iniziato iniziato ad aprire il fuoco indiscriminatamente sulla popolazione civile che aveva ripopolato la città ancora in rovine". 

"CHI LI HA ARMATI?" - Immediate le accuse da parte dei curdi - come riporta lo stesso Franceschi - nei confronti del governo turco. "Il contingente dell'Isis? da chi è stato armato? Dove hanno trovato le divise e i mezzi di trasporto? Come hanno violato gli strettissimi controlli delle guardie di confine? Non ci sono più dubbi: ?#‎TerroristTurkey".

IL BILANCIO - ?Sono almeno 120 i civili uccisi dall'Isis a Kobane: lo riferisce l'Osservatorio siriano per i Diritti Umani. "Secondo fonti mediche e i residenti della città di Kobane, 120 civili sono stati giustiziati dall'Isis dentro le loro case, uccisi dai razzi del gruppo terroristico o dai loro cecchini imboscati", ha dichiarato Rami Abdel Rahmane, direttore dell'ong, accusando il gruppo jihadista d'aver compiuto uno dei suoi "peggiori massacri" in Siria. L'ong spiega che i combattimenti tra i guerriglieri dell'Isis penetrati in città e le Unità di difesa del popolo curdo (Ypg) sono ancora in corso, con le milizie curde siriane che sono riusciti a circondare "gli invasori", mettendo in salvo la città. In una nota sulla sua pagina web, le forze curde hanno spiegato di aver accerchiato da quattro lati i jihadisti, che si sono infiltrati nei quartieri di Kani Korda e Butan, e nelle zone della moschea dell'Hach Rashid e dell'ospedale di Medici senza Frontiere.

ERDOGAN RESPINGE LE ACCUSE - Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan risponde al partito filo curdo (Hdp), che attraverso i propri rappresentanti aveva accusato la Turchia di aver offerto supporto logistico all'Isis. "Nessuno può far passare la Turchia come un paese che sostiene il terrorismo" ha esordito Erdogan, per poi rispondere alle polemiche puntando il dito contro l'Hdp definito "il partito dei terroristi del Pkk" colpevole di "portare avanti una campagna diffamataria nei confronti della Turchia". Secondo Erdogan "un attacco infame che ha avuto come obiettivo dei civili non ha niente a che fare con la Turchia, un paese che ha nulla a che fare col terrorismo". 

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