Giovedì, 17 Giugno 2021
Siria / Siria

Nuovi scontri a Kobane, la BBC: "L'Isis rientra nella città curda"

La BBC, citando l'Osservatorio siriano per i diritti umani, parla di violenti scontri tra i miliziani e le forze curde per le strade di Kobane, simbolo della resistenza contro il Califfato

I miliziani dell’Isis sono entrati nuovamente a Kobane, dopo violenti scontri con le forze curde per le strade cittadine. Come riferito dall’Osservatorio siriano sui diritti umani, citato dalla BBC, un attentatore si è fatto saltare in aria e almeno cinque persone sono rimaste uccise nell’esplosione.

GUERRIGLIA PER LE STRADE - Intensi combattimenti sono proseguiti per ore nel centro della città siriana, attaccata su tre lati da parte dei terroristi islamici, come riferito dalla Reuters. Un medico di Kobane, Welat Omer, ha riferito all’agenzia che i feriti sarebbero tra i 60 e i 70, molti dei quali donne e bambini. Lo scorso gennaio i curdi avevano riconquistato Kobane, che si trova al confine tra Siria e Turchia, al termine di un assedio durato quattro mesi e di una lunga battaglia sostenuta anche dai raid della coalizione internazionale, in quella che fu vista dalla comunità internazionale come una sconfitta “simbolica” subita dalle milizie del Califfato.

NUOVI ATTACCHI - Gli jihadisti sono entrati nella notte anche a Hassakeh, nel nordovest del Paese, prendendo il controllo di due quartiere fino ad oggi in mano alle forze filogovernative. L’Osservatorio ha confermato poi la morte di decine di lealisti e di combattenti dell’Isis in seguiti agli scontri. Almeno 19 jihadisti sono rimasti uccisi ieri nel tentativo di attacco contro un villaggio alauita nella provincia siriana di Homs. Negli scontri a fuoco hanno perso la vita anche tre militanti fedeli al regime di Bashar al Assad, come riportato dall’ong. L’attacco era stato compiuto contro il villaggio di Jub al Jarah. 

IL VIDEO DELL'AUTOBOMBA

IL BILANCIO - La prima autobomba ha causato almeno cinque morti fra la popolazione; secondo fonti locali sentite da askanews, i jihadisti si sarebbero inoltre impadroniti di quattro edifici, in cui si sarebbero asserragliati. La seconda autobomba è invece esplosa nei pressi del valico di frontiera con la Turchia di Mursitpinar; poco dopo è avvenuta una terza detonazione, senza che al momento sia disponibile alcun bilancio delle vittime di questo doppio attentato. Non è chiaro da dove siano arrivati i responsabili degli attacchi: secondo fonti curde i jhadisti indossavano uniformi dei peshmerga e si sarebbero infiltrati all'alba dalla Turchia: Ankara ha tuttavia smentito che siano passati attraverso il proprio territorio.

UCCISI 23 CURDI - I jihadisti hanno poi eseguito la condanna a morte di 23 curdi - fra cui donne e bambini - nel villaggio di Barkh Butan: nei combattimenti coni residenti del villaggio sarebbero morti almeno cinque miliziani dell'Isis. I jihadisti erano entrati a Barkh Butan questa mattina per poi ritirarsi subito dopo a causa dei bombardamenti della coalizione internazionale e dell'arrivo di rinforzi curdi che hanno circondato la località.

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