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Giovedì, 23 Maggio 2024
Gli scontri / Serbia

Escalation in Kosovo: feriti quattordici soldati italiani

I militari italiani fanno parte della forza di interposizione della Nato utilizzata per garantire l'ordine e la sicurezza nel Paese: sarebbero stati colpiti da molotov e oggetti lanciati dai manifestanti

Quarantuno militari della Kfor, la forza internazionale guidata dalla Nato, tra cui 14 italiani, sono rimasti feriti nei gravi scontri con dimostranti serbi a Zvecan, nel nord del Kosovo. Dei 14 feriti italiani, tre sono gravi ma non in pericolo di vita: avrebbero riportato ustioni e fratture. Alcuni di loro sono stati colpiti da molotov o altri dispositivi incendiari. È quanto si apprende da fonti qualificate, secondo cui la situazione sarebbe ancora di tensione e sarebbe in atto un contenimento delle frange più violente di dimostranti. Altri tre militari italiani avrebbero riportato "fratture esposte". 

Cosa è successo in Kosovo

Le truppe della Kfor, la Forza Nato in Kosovo, sono intervenute a Zvecan, centro urbano nel nord del Kosovo, per disperdere i dimostranti serbi che da stamane manifestano davanti alla sede del Municipio locale per protestare contro l'insediamento del nuovo sindaco di etnia albanese. Zvecan è uno dei quattro maggiori comuni del Kosovo a maggioranza serba. Tuttavia alla guida della città sono stati eletti il 23 aprile scorso sindaci di etnia albanese: il ballottaggio avrebbe infatti sfavorito i candidati serbi. Secondo il portale Kossev, la KFOR e' intervenuta quando la folla si e' rifiutata, nonostante l'appello dei loro leader politici, di lasciar passare due veicoli speciali della polizia kosovara, bloccati tra i manifestanti dalla mattina. I manifestanti chiedono il ritiro di tutta la polizia speciale nell'edificio del municipio.

E non è un caso isolato: proteste analoghe sono in corso anche a Zubin Potok e Leposavic. I militari Kfor stanno facendo uso a Zvecan di granate stordenti per disperdere i dimostranti, che rispondono a loro volta con il lancio di sassi, bottiglie e altri oggetti contro le truppe Nato. L'intervento della Kfor ha fatto seguito all'avvertimento ai dimostranti di disperdersi, senza tuttavia alcun risultato. La Serbia, inoltre, avrebbe disposto l'esercito al confine. 

La Kfor è attiva dal 1999 con il compito di garantire la pace e la sicurezza nell'intera regione scossa da violenti scontri etnici tra serbi e albanesi. 

La reazione delle istituzioni e del mondo politico

La Difesa e il ministro Guido Crosetto esprimono "vicinanza e augurano una pronta guarigione ai militari Nato Kfor italiani, ungheresi e moldavi rimasti feriti negli scontri in Kosovo".  Un pensiero ai nostri militari feriti in Kosovo è arrivato anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Voglio esprimere solidarietà ai militari della missione KFOR rimasti feriti in Kosovo durante gli scontri tra manifestanti serbi e polizia kosovara. I militari italiani continuano ad impegnarsi per la pace" ha scritto sui social il ministro. 

Il tweet del Ministero della Difesa dopo l'attacco e il ferimento a dei soldati italiani in Kosovo

"A nome mio e del Governo, esprimo i miei più sinceri sentimenti di vicinanza ai militari italiani che sono rimasti feriti durante i disordini in Kosovo. Esprimo inoltre la più ferma condanna dell'attacco avvenuto a danno della missione Kfor che ha coinvolto anche militari di altre Nazioni", il commento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Quanto sta accadendo è assolutamente inaccettabile e irresponsabile. Non tollereremo ulteriori attacchi nei confronti di Kfor. È fondamentale evitare ulteriori azioni unilaterali da parte delle Autorità kosovare e che tutte le parti in causa facciano immediatamente un passo indietro contribuendo all'allentamento delle tensioni", rimarca Meloni.

"Gli attacchi ingiustificati alle unità della Nato sono inaccettabili e la Kfor continuerà ad adempiere al suo mandato in modo imparziale". È quanto sostiene il comandante della missione Kfor, il generale di divisione Angelo Michele Ristuccia, il quale sta seguendo in prima persona l'evolversi della situazione in Kosovo. 

Ma una reazione arriva anche dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov che ha dichiarato: "Una grande esplosione si sta profilando nel cuore dell'Europa, dove la NATO nel 1999 ha effettuato un'aggressione contro la Jugoslavia - aggiungendo che - I serbi stanno combattendo per i loro diritti nel nord del Kosovo". 

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