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Martedì, 30 Novembre 2021
Mondo Stati Uniti d'America

Kyle Rittenhouse, assolto dopo aver sparato e ucciso due manifestanti anti razzisti

Il caso del 18enne divide l'America: il presidente Biden fa appello alla calma

È stato assolto Kyle Rittenhouse, il 18enne accusato di aver ucciso con un fucile due persone e di averne ferita una terza durante le proteste razziali nell'estate del 2020 a Kenosha, in Wisconsin. La giuria lo ha giudicato non colpevole per tutte le imputazioni. Il giovane, che all'epoca dei fatti aveva 17 anni, ha sostenuto di aver agito per legittima difesa contro i manifestanti anti-razzisti.  

L'assoluzione del 18enne divide l'America: Trump si è congratulato con l'imputato mentre il presidente Biden si detto "arrabbiato e preoccupato" ma ha anche ricordato che la sentenza va rispettata e ha chiesto di evitare violenze. 

Caso Rittenhouse, che cosa è successo

La notte del 25 agosto 2020 Rittenhouse viaggiò dall'Illinois al Wisconsin in un'estate marcata dalle proteste contro la brutalità della polizia e le ingiustizie razziali, dopo che un agente bianco aveva sparato alla schiena all'afroamericano Jacob Blake mentre cercava rifugio nell'auto della fidanzata, lasciandolo paralizzato dalla cintola in giù.

Rittenhouse era arrivato armato perché, così ha raccontato al processo, voleva difendere la cittadina da saccheggi e incendi notturni. Ma quella sera, dopo che era stato dichiarato il coprifuoco, sparò ripetutamente uccidendo Joseph Rosenbaum
36 anni, e Anthony Huber (26), mentre Gaige Grosskreutz (27) rimase ferito. "Lo feci per legittima difesa", ha giurato in tribunale tra le lacrime, spiegando di essersi sentito minacciato da alcuni manifestanti. Ma secondo i procuratori, e i video mostrati in aula, fu lui a provocarli puntando l'arma.

Il processo è stato contrassegnato da una serie di controversie procedurali e dagli stravaganti scatti del giudice 75enne Bruce Schroeder, che è sembrato simpatizzare per la difesa, sostenendo anche che le persone morte non si possono considerare vittime in quanto partecipavano a manifestazioni violente.

Il caso ha sollevato l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica perché mette insieme molte delle questioni che dividono la polarizzata società americana: la giustizia razziale, il diverso atteggiamento della polizia (con cui cooperavano i vigilanti bianchi), il diritto di portare le armi. Per molti il trattamento ricevuto da Rittenhouse conferma quello più favorevole che un bianco e un sostenitore delle milizie armate riceve dalle forze dell'ordine rispetto ai manifestanti anti razzisti, spesso afroamericani del movimento Black Lives Matter.

La Guardia Nazionale resta schierata nel timore di reazioni violente contro l'assoluzione. Molti degli attivisti radunatisi da giorni a Kenosha sono armati ed esibiscono pistole e fucili, come consentono le leggi del Wisconsin.

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