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Lunedì, 17 Gennaio 2022
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L'Inghilterra e la paura di un Berlusconi non ancora finito

La stampa inglese scatenata, e impaurita, dopo le frasi di Berlusconi su Mussolini

La stampa inglese assopita per quanto riguarda tutti i fatti legati all'avvicendarsi della campagna ellettorale italiana entra nel vivo del discorso quando si tratta di Berlusconi. Per gli inglesi spesso trattato da showman piuttosto che da politico è come preoccuparsi delle sorti del protagonista di una soap opera. E' ormai, storia vecchia  la faccenda legata alla frase che lo ha fatto apparire in questi giorni a più riprese sulle diverse copertine di testate internazionali quando ha espresso nel giorno della memoria parere sull'operato di Mussolini, ma le ripercussioni che stanno avendo le sue dichiarazioni aprono a differenti scenari.

La prima interpretazione dei quotidiani inglesi è stata piuttosto rigida. Una notizia che ha ricevuto commenti da tutti i più importanti e variegati quotidiani del mondo dal Washington post al Times of India. La politica italiana torna ad incuriosire, ma come spesso accade non per idee e riforme, ma per sbagli e richiami ad un passato criticabile. In Gran Bretagna poi, dove si vive uno spassionato amore per la politica-gossip queste dichiarazioni adattabili ai rotocalchi diventano interessanti per tutte le testate nazionali.

Nelle pagine estere dei quotidiani inglesi nei tre giorni successivi all'esclamazione dell'ex premier si sono susseguiti titoli d'effetto: Il Daily telegraph ha titolato "Berlusconi preso di mira per aver difeso Benito Mussolini", per il Daily Express "Berlusconi difende il leader della guerra", per il The Sun: "Berlusconi loda Mussolini" e con ironia si esprime anche il Daily Beast:  "Joker è tornato".

Questi i titoli più d'effetto, ma anche i quotidiani di riferimento non si sono lasciati scappare la notizia e l'occasione per articolarla. Il The Guardian inizia col titolo: "Mussolini con Hitler non era del tutto consapevole alla partenza". Un analisi attenta, di quelle che in Italia si confondono spesso con le risposte rabbiose dei oppositori politici, spesso non in grado di far arrivare alcun messaggio concreto ai cittadini. A fine della lettura dell'articolo di John Hooper, viene da domandarsi se si sia trattato di un piano di pura strategia politica atto a smuovere quacosa. Le osservazioni del leader politico in vista delle elezioni del 24 e 25 febbraio hanno catturato l'attenzione mediatica. "Le sue tattiche hanno contribuito ad invertire il declino del movimento libertà del suo popolo da quando strappò indietro il timone nel mese di dicembre" scrive Hooper che aggiunge: "le ossevazioni su Berlusconi, combinate con le accuse durante il fine settimana di un fondo di melma colossale presso una banca tradizionalmente vicino alla sinistra, sembravano destinate a elettrificare una campagna fino a quel momento poco brillante". La linea di una strategia meditata è condivisa anche dal Finantial Times che si mostra quasi preoccupato per il possibile "brusco ritorno di Silvio", secondo quanto titola in un editoriale. La questione si sposta sulle motivazioni che stanno dietro le mosse di Berlusconi che l'editoriale tratta con estrema durezza: "se Berlusconi provasse vergogna, smetterebbe di giocare con il presente del suo Paese per proteggere il suo futuro". E' questo il severo monito all'Italia del FT. L' Economist, da canto suo, si interroga sui comportamenti del mercato di seguito a questi fatti. Con lo spettro di una nuova instabilità politica i giornali sono pronti a scaricare il bel paese. Ce n'è per tutti: Bersani accusato proprio dal Finantial Time di inoperatività, nel The Guardian spazio per riportare le dichiarazioni di Dario Franceschini e Marco Meloni che hanno affermato: "la nostra repubblica è basata sulla lotta contro il nazifascismo, e queste sono osservazioni intollerabili", ma certo, in questa fase, è più per legarle al caso Berlusconi e per 'provocare' sulla cattiva gestione al lordo della celebre banca Toscana, per cui i boss del MPS sono stati accusati di aver stipulato una serie di contratti derivati ??ad alto rischio e di averne nascosto le perdite. Un' altra questione che, prima trattata in superficie, ora rientra nella trama della soap, infatti potrebbe anche iniettare nuova vita nella campagna del movimento di Beppe Grillo, ancora poco trattato sulla stampa cartacea internazionale e neanche a dirlo, di quella del cavaliere.

D'altra parte d'oceano i sospetti sono gli stessi che mostrano i giornali inglesi: che sia strategia? Un editoriale del Washington post definisce il discorso di Berlusconi, pericoloso perchè potrebbe essere "il tentativo di appello a elettori di estrema destra, che perseverano nella nostalgia dell'era fascista in Italia". Il Daily Beast ben sintetizza quello che è fra le righe di molti articoli: "una sola cosa è certa: la capacità di Monti di governare indisturbato è perduta per sempre", mentre l'Indipendent avvisa: "Berlusconi non è ancora finito".

Nel Regno Unito, Berlusconi a volte è visto come una figura di puro divertimento, ma questa volta fra il gioco e la sobrietà, la maggioranza dei media anglosassoni ha scelto di trattare la faccenda con serietà. La BBC ha proposto un servizio per descrivere l'accaduto alla giornata della memoria lasciando scorrere le cruente immagini dell'olocausto in sincrono all'intervista di Berlusconi per far trasparire la gravità delle affermazioni. L'interesse per le mosse politiche che potrebbero celarsi dietro a tutto questo porta i quotidiani anglosassoni lontano dalla dimensione ludica che ha caratterizzato il racconto dei famosi siparietti con cui si è reso noto, negli anni, l'ex Premier italiano.

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