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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Natale blindato / Germania

“Con omicron la quinta ondata, torniamo a due anni fa”

La Germania si affida al buon senso dei cittadini ma esclude il lockdown, almeno fino al 7 gennaio. Ai cittadini, anche se vaccinati, chiesto di effettuare un test prima di incontrare parenti e amici.

Poche novità dalla riunione del Cancelliere federale Scholz con i presidenti dei Länder, alla quale ha preso parte anche la neo-borgomastra di Berlino, Franziska Giffey, eletta stamattina. Ma è stata anche la prima vera conferenza stampa di Scholz come cancelliere nella crisi del coronavirus. E il segnale che ha mandato è di una gestione che risponde agli sviluppi della pandemia e adesso è necessario prepararsi a nuove restrizioni. 

Nei giorni scorsi gli esperti del Governo federale e stamattina il Robert Koch Institut avevano chiesto di assumere rapidamente nuove misure. Il cancelliere ha iniziato ricordando proprio che i consigli degli esperti sono la base per le decisioni della politica. È a spaventare adesso è la variante Omicron che pare riportare la situazione a due anni fa. Scholz lo ha detto chiaramente: “Posso capire chi non vuole più sentire parlare di coronavirus  o di mutazioni, ma non possiamo sottovalutare la prossima ondata. Siamo in una fase intermedia: la situazione si sta normalizzando, le misure prese a fine novembre stanno funzionando e abbiamo quasi in un pugno la quarta ondata. Ma si prepara già la quinta con la nuova variante”.

Omicron preoccupa, perché si diffonde rapidamente e questo, come il cancelliere federale non ha mancato di sottolineare, vanifica gli sforzi fatti sin qui.  Gli esperti del governo avevano parlato di una "nuova dimensione" della pandemia, perché la variante Omicron si diffonde molto rapidamente e sembra sfuggire all'immunità determinata dai vaccini, in particolare dopo diverse settimane dalla seconda dose. Ecco perché la prima misura che il governo e i Länder assumono è quasi un segnale di allarme: “Ci aspettiamo che i contagi aumentino e con essi anche le ospedalizzazioni, bisogna prepararsi a una nuova ondata, in particolare per mantenere in efficienza i servizi essenziali ” (vale a dire ospedali, polizia, pompieri, comunicazione, elettricità, etc.) ancora Scholz. Non cambia, però, la strategia: vaccini e test. Per fine dicembre il Governo vuole completare l’obiettivo di trenta milioni di vaccinazioni (la campagna non smetterà nemmeno durante le festività) e altrettante sono quelle attese per fine gennaio quando, annuncia Scholz, due terzi della popolazione saranno stati vaccinati tre volte. Sembra quindi, almeno per ora, rientrato l’allarme che aveva lanciato il neoministro della salute, collega di partito di Scholz, Karl Lauterbach: il vaccino c’è e le dosi necessarie sono disponibili. Scholz ha anche ribadito di essere a favore di un obbligo vaccinale, per il quale si lavorarerà nelle prossime settimane (ma la formulazione adottata è per ora molto vaga, probabilmente perché sia tra i presidenti che nella stessa coalizione non c'è al riguardo consenso men che meno unanimità).

Per i seguenti giorni di feste, il Governo evita il lockdown e si affida alla responsabilità dei cittadini e, soprattutto, ai test, che oggi il Robert Koch Institut ha indicato come una colonna fondamentale per contrastare la nuova ondata (a patto che, soprattutto gli antigenici, siano “di ottima qualità”). Per responsabilità s’intende limitare il più possibile gli incontri, vaccinarsi o prenotare la terza dose e utilizzare i test gratuiti prima di incontrare parenti e amici, soprattutto se anziani. Per ora il governo annuncia solo una parte delle disposizioni chieste dagli esperti. Resta confermata la regola 3G sui posti di lavoro (vaccinati, guariti o testati), mentre per cinema e teatro si conferma la regola 2G, solo vaccinati o guariti, o addirittura 2G+, nelle quali anche queste categorie devono comunque avere un test). Per Capodanno possibili incontri con massimo dieci persone (bambini fino a quattordici anni esclusi), il cancelliere ha chiesto di rendersi conto della situazione e di limitare di conseguenza i festeggiamenti. Restano chiuse le discoteche.

Qualche scintilla appena accennata tra i tre protagonisti (oltre a Scholz e a Giffey era presente come rappresentante dei Länder anche il presidente della Renania Settentrionale-Vestfalia, Hendrik Wüst, che è apparso critico sulla gestione sin qui seguita, citando ad esempio la scelta del Robert Koch Institut di pubblicare stamattina un nuovo documento con misure ritenute necessarie molto più impegnative di quelle del governo) ma è anche normale: tutti devono familiarizzare con i loro nuovi ruoli e con la formula della conferenza stampa congiunta.

Nuove misure saranno probabilmente prese a inizio gennaio, quando ci sarà un nuovo incontro (previsto il 7 gennaio). Come ricordato, il Robert Koch Insititut ha chiesto misure anche per le scuole (magari prolungando le vacanze natalizie), le università e la ristorazione.

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