Sabato, 31 Luglio 2021
Isis

Laura, la mamma 'italiana' fuggita dall'Isis: "Vi racconto i miei otto mesi nel Califfato"

Laura Passoni, 30 anni, cittadina belga di origini italiane, si è convertita all'Islam dopo aver conosciuto il suo futuro marito. Poi la decisione di partire per la Siria: "La propaganda dell'Is è fortissima, ci sono cascata"

Laura Passoni

"Lo Stato Islamico non lo conoscevo per niente, non ero interessata. Poi però lui mi ha messo in testa delle cose che mi hanno fatto cambiare idea: la propaganda dell'Is è fortissima, ci sono cascata e mi sono radicalizzata. Lo immaginavo come l'unico posto adatto ai veri musulmani".

Laura Passoni, 30 anni, cittadina belga di origini italiane, ha vissuto otto mesi ad Al Bab, nel governatorato di Aleppo, in Siria. Madre di due figli, Laura ha raccontato a Repubblica di essersi convertita all’Islam dopo aver conosciuto in chat Oussama Rayan, un ragazzo tunisino che da lì a poco sarebbe diventato suo marito.

Dice di essersi fatta abbindolare, anche se la decisione di partire l’ha presa da sola. Laura e Oussama sono arrivati a Smirne nel luglio 2014, con una nave da crociera. Una volta in Turchia hanno oltrepassato il confine raggiungendo Al Bab, città di 60mila abitanti caduta in mano all’Isis nel novembre 2013. Le sono bastate poche settimane per capire "che mi avevano detto solo bugie, che i video di propaganda erano dei montaggi slegati dalla realtà. Non stavo bene, nessuno sta bene in Siria. Non volevo che mio figlio diventasse come i terroristi".

Nel Califfato la donna non ha diritti, racconta Laura: "Ero obbligata a portare il burka, non avevo la libertà di uscire di casa se non con mio marito. Nemmeno per fare la spesa". 

"Non mi sono mai state fatte violenze ma obbedivo nel terrore che potessero prendere mio figlio. Era tutto l'opposto di quello che prometteva la propaganda del Califfato, e a un certo punto realizzai che non volevo che mio figlio diventasse un terrorista".

Otto mesi di terrore, poi la fuga. Come sia riuscita a lasciare il Califfato Laura non lo rivela, dice soltanto di esser riuscita a comunicare di nascosto via sms con i genitori, i quali, scesi in Turchia, sarebbero entrati 'in trattativa' con alcuni jihadisti. Sta di fatto che Laura è tra le poche fortunate ad aver compiuto il tragitto inverso: dal Califfato in Europa.

Tornata in Belgio il tribunale le ha tolto per tre mesi i figli, affidandoli ai nonni, e l'ha condannata a cinque anni di carcere (con la condizionale) e 15mila euro di multa.. Le è stato anche proibito l'uso dei social network e ogni sua comunicazione è intercettata.  

Ora dice che quella scelta le ha distrutto la vita e lancia un appello alle altre donne: "Se avete intenzione di partire, non fatelo. Vi illudono che vivere sotto l'Isis sia perfetto, ma non è così, e una volta lì è quasi impossibile tornare indietro. Io sono stata molto fortunata, ma ho comunque rovinato la mia vita. Prima di prendere decisioni, parlatene sempre con qualcuno e non fatevi fare il lavaggio del cervello".
 

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