Mercoledì, 3 Marzo 2021
Lavoro / Danimarca

In Danimarca se lavori troppo fai una brutta impressione

Restare in ufficio per impressionare i capi sortisce l'effetto opposto. Vieni considerato un dipendente che non sa gestire il proprio tempo

Quante volte avete pensato che restare mezz'ora in più in ufficio o uscire dopo il capo poteva servire a fare una buona impressione? Dimostrarsi iper-disponibili e portare anche il lavoro a casa magari sarebbe valso una promozione? Un pensiero che abbiamo fatto praticamente tutti e che riteniamo universalmente riconosciuto solo che di universale in realtà ha ben poco. A dimostrarlo è l'approccio che ha la Danimarca rispetto a questo tema. Come in tutti i paesi scandinavi, l'equilibrio tra lavoro e vita privata rappresenta uno dei pilastri del vivere comune. E non solo. Rappresenta anche uno strumento per ottenere il massimo della produttività dalle persone. Ma quali sono le differenze rispetto all'approccio che abbiamo noi italiani con il lavoro.

Niente straordinari 

Per prima cosa, praticamente non esistono gli straordinari. È molto difficile che un'azienda danese ricorra a questo tipo di istituto. Inoltre è pressoché impossibile trovare delle persone in ufficio oltre il loro orario di lavoro. In qualsiasi azienda del Paese gli unici a rimanere dopo le 16 possono essere o l'amministratore delegato o gli addetti alle pulizie. Gli impiegati no. Restare in ufficio oltre l'orario di lavoro non serve a fare bella figura, anzi. Sortisce l'effetto opposto. Un capo danese che nota un proprio impiegato trattenersi sul posto di lavoro oltre l'orario ha una percezione non lusinghiera dell'impiegato. Ritiene che non sia capace di gestire il proprio tempo e che non è produttivo durante le ore di lavoro. Ore che sono 37 a settimana ma in realtà, secondo uno studio dell'Ocse, i danesi lavorano in media 33 ore.

Le persone felici sono più produttive 

Eppure la Danimarca è uno dei paesi più produttivi in Europa e sembra che il loro segreto sia la felicità e la vita oltre il lavoro. Secondo uno studio le persone felici sono del 12% più produttive e il popolo danese sembra esserne la rappresentazione plastica. L'elemento che più di tutto viene tenuto in considerazione è il rapporto tra il tempo dedicato al lavoro e quello dedicato alla propria vita privata. Il rispetto della vita privata e del tempo libero dei danesi è stato praticamente “istituzionalizzato” all'interno dell'organizzazione del lavoro. Si tiene conto degli impegni familiari e si fa in modo che nessuno debba sottrarre del tempo prezioso a se stesso a causa del lavoro.

Fiducia nei dipendenti 

La fiducia nei dipendenti è poi l'altro elemento cardine del processo. I datori di lavoro si fidano della capacità dei propri dipendenti di rendere produttive le ore in ufficio. Per questo non hanno bisogno di “costringere” i propri sottoposti o collaboratori a orari extra. Infine i danesi quando staccano dal lavoro lo fanno per davvero. Nel vero senso della parola. Una volta spento il pc i danesi si dedicano solo a loro stessi e alle loro famiglie. Al lavoro si ricomincerà a pensare solo il giorno dopo tornati in ufficio. Tutti questi elementi, fusi in un'organizzazione efficiente, gli permette di non far diventare il proprio lavoro la loro vita e i risultati si vedono.

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