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Martedì, 18 Gennaio 2022
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Marocco, stop alla legge che evita il carcere agli stupratori se sposano le loro vittime

Sarà modificata la legge che permette agli stupratori di minorenni di evitare una condanna nel caso in cui sposino le loro vittime.

In Marocco il ministro della Giustizia ha proposto modifiche alla legge che permette agli stupratori di minorenni di evitare una condanna nel caso in cui sposino le loro vittime.

Una proposta che è stata apprezzata degli attivisti per i diritti delle donne, ma la presidente della Lega democratica per i diritti delle donne, Fouzia Assouli, ha avvertito che per fermare le violenze sarebbe necessario riscrivere l'intero codice penale.

Il ministro Mustapha Ramid lunedì aveva annunciato la sua intenzione di rimuovere dalla legge il paragrafo in virtù del quale chi è accusato di "rapimento" e "corruzione" di una ragazza sotto i 18 anni non verrà accusato se sposerà la giovane. Un paragrafo dell'articolo 475 del codice penale consente a coloro che sono condannati per "corruzione" o "rapimento" di un minore di venire liberati se sposano la vittima e la pratica è stata spesso incoraggiata dai giudici per "risparmiare la vergogna alla famiglia.".

La decisione del ministro giunge sull'onda emotiva del suicidio della 16enne Amina Filali, che l'anno scorso si tolse la vita dopo che la sua famiglia e un giudice la costrinsero a sposare l'uomo che l'aveva violentata.

Minacciata con un coltello, Amina era stata violentata in un bosco mentre stava tornando da scuola nel suo villaggio natale di Chourfa, nei pressi della città settentrionale di Larache, come racconta la famiglia. Il padre aveva presentato formale denuncia, ma il giudice aveva convocato dei mediatori affinchè parlassero con le due famiglie: alla fine Amina era stata costretta a sposare il suo stupratore per salvare la sua stessa reputazione ed evitare il carcere al ragazzo.

Il cambiamento nella legislazione in materia di violenze sessuali era stato richiesto da diversi partiti politici e prevede anche un inasprimento di pena se la vittima ha meno di 18 anni, con l'assalitore che rischia fino a 10 anni di carcere.

Il re del Marocco Mohammed VI è considerato un pioniere dei diritti delle donne nel mondo arabo. Il nuovo Codice sul diritto di famiglia, noto come Mudawwana e adottato nel 2004, ha permesso alle donne di avviare pratiche per il divorzio, ha messo fuori legge il diritto dei mariti di poter ripudiare la moglie, posto limiti alla poligamia e migliorato i diritti ereditari delle donne. La nuova Mudawwana ha inoltre innalzato l'età legale di matrimonio per le donne da 15 a 18 anni, rendendola uguale a quella per gli uomini.

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