Lunedì, 21 Giugno 2021
La storia che continua ad appassionare / Francia

La lettera lanciata in mare da una 13enne prima del naufragio del Titanic

Ritrovata in una bottiglia nel 2017 su una spiaggia della baia di Fundy. Gli studiosi ritengono che possa essere vera

La storia della 13enne Mathilde Lefebvre, annegata nel naufragio del Titanic, sta di nuovo appassionando i francesi. E lo sta facendo a distanza di anni dal più celebre naufragio della storia e anche dal ritrovamento di una lettera che sarebbe stata scritta di suo pugno e lanciata in mare prima dell’annegamento. Quello che accade alla nave è quasi tutto noto, ma continua a destare curiosità ogni nuovo aneddoto riferito alle oltre 1.500 persone che persero la vita nell’affondamento. Ora l’interrogativo che tiene banco è: quella lettera ritrovata in una bottiglia nel 2017 su una spiaggia della baia di Fundy, sulla costa atlantica del Nord America, a nord-est del golfo del Maine tra le province canadesi del Nuovo Brunswick e Nuova Scozia, è davvero un messaggio di Mathilde affidato all'oceano o è un falso?

La lettera lanciata in mare in una bottiglia 

Gli studiosi di tutto il mondo analizzano da tempo il reperto e ora pare che le possibilità che sia autentico siano in crescita. A ritrovare la lettera nel 2017 fu una famiglia canadese mentre passeggiata su una spiaggia della baia. Aprirono la bottiglia e dentro trovarono un foglio ingiallito firmato Mathilde Lefebvre e datato 13 aprile 1912, il giorno prima del naufragio del Titanic. C’era scritto: "Lancio questa bottiglia in mare - c'è scritto - dobbiamo arrivare fra qualche giorno a New York. Se qualcuno la trova, avvertite la famiglia Lefebvre a Liévin". Sarà che nell’ultimo periodo sono in aumento le notizie negative, sarà che la storia del Titanic ha sempre avuto il suo fascino, sta di fatto che in Francia questa diatriba sta prendendo sempre più piede, complice anche la particolare storia della famiglia di Mathilde. Il padre, Franck, era minatore a Lièven.

Non riusciva a mantenere la sua numerosa famiglia e decide di partire per l’America nel 1910 con uno dei figli, Anselme, che all’epoca aveva 10 anni. Voleva cercare fortuna lì, come facevano in tanti all’epoca. Trovò lavoro nelle miniere di carbone di Mystic, nell'Iowa, e riuscì nell’impresa visto che dopo due anni di sacrifici riuscì a mettere da parte i soldi necessari a pagare il viaggio alla moglie, Marie, e agli altri 4 figli. Un viaggio a bordo di quella che all’epoca era considerato il più grande e lussuoso transatlantico del mondo, la massima espressione della tecnologia navale del tempo. Un posto su quella stupenda nave oltre che ambito era anche molto costoso, anche se ovviamente c’erano varie classi di viaggio. Anche una parte della famiglia Lefebvre era sul Titanic in occasione del suo viaggio inaugurale. Non raggiunsero mai l’America: morino nel naufragio.

Le analisi degli studiosi sulla lettera 

A rendere ancora più triste la storia anche l’epilogo svelato dal giornale francese Le Parisien secondo il quale, il capofamiglia Franck appreso che nel naufragio sarebbero sopravvissuti due bambini francesi, corse a New York per chiedere se fossero i suoi. Però fu immediatamente rimpatriato in Francia perché era entrato in America con un nome falso. Sono quattro anni che gli studiosi analizzano ogni piccola caratteristica di quel foglio e della bottiglia che lo avrebbe custodito per tutti questi anni. La bottiglia sembrerebbe davvero antica stando all'analisi chimica del vetro. Anche il foglio ingiallito e l'inchiostro sembra credibilmente databile 1912. Sulla grafia di Mathilde, invece, c’è più di una controversia sia perché appare diversa dal corsivo regolare che si insegnava all’epoca nelle scuole sia perché sembra scritta di getto e in maniera poco accurata. Un giallo, questo, destinato ad incuriosire ancora i francesi.

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