Martedì, 28 Settembre 2021
Mondo Libia

Libia, primi bombardamenti Usa contro l'Isis

Il governo di unità libico ha chiesto incursioni aeree americane contro i militanti del sedicente Stato islamico. E le prime operazioni sono già iniziate

Per la prima volta dalle operazioni del 2011 che portarono alla caduta di Muammar Gheddafi, i caccia-bombardieri americani sono tornati a bombardare la Libia. Obiettivo: le postazioni dell'Isis. La conferma dell’intervento americano arriva dal portavoce del Pentagono, Peter Cook, il quale sottolinea che l’intervento militare punta a negare all’Isis “paradisi sicuri” in Libia.

L’azione è stata effettuata su richiesta del governo del premier Fayez al-Sarraj. A maggio il premier libico aveva chiesto aiuto all’Onu. Sarraj ha rivelato che il suo governo aveva chiesto un “sostegno diretto agli Stati Uniti per effettuare raid aerei contro l’Isis a Sirte”, scrive il sito Alwasat, confermando il “rifiuto del suo governo ad ogni tipo di ingerenza straniera senza mandato o autorizzazione del governo di intesa nazionale”.

Nel suo discorso in tv Sarraj ha precisato che “oggi i caccia americani hanno effettuato dei raid aerei contro l’Isis a Sirte conformemente alla richiesta presentata dal Consiglio presidenziale del governo di intesa nazionale ed in coordinamento con la ‘Operation Room’ dell’operazione al Bonyan al Marsous” a Sirte. “L’aviazione Usa ha colpito alcune postazioni dell’Isis a Sirte – ha aggiunto – infliggendo loro pesanti perdite”. Questo “aiuto solo aereo sarà limitato ad un lasso di tempo ben determinato, nell’area di Sirte e della sua periferia” e “non ci saranno presenze militari Usa sul terreno”.

I "raid di precisione" sono stati condotti contro l’Isis a Sirte e sono stati autorizzati dal presidente americano, Barack Obama, su raccomandazione del segretario alla Difesa, Ash Carter. I raid puntano a ”cercare di sconfiggere” l’Isis in una delle sue roccaforti.

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