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Mercoledì, 25 Maggio 2022
africa / Libia

La Libia chiude i confini ma l'esercito non c'è

Chiuse le frontiere con Algeria, Niger, Ciad e Sudan. Ma non è chiaro quale sia il vero significato del decreto, perchè a causa dell'assenza di un esercito convenzionale, la maggior parte delle province e delle città si governano in autonomia

La Libia da domenica ha chiuso ermeticamente le sue frontiere meridionali, ufficialmente per motivi di sicurezza.

Non passa più nessuno attraverso i confini con Algeria, Niger, Ciad e Sudan e l’area di confine è stata decretata zona militare. Non è stato specificato per quanto resterà in vigore il provvedimento. L’Assemblea nazionale, il nuovo parlamento insediatosi quest’anno, ha adottato il provvedimento per le regioni di Ghadames, Ghat, al-Shati, Sebha, Mourzuk e Kufra. Tutti luoghi in cui negli ultimi mesi si sono verificati scontri fra gruppi rivali e in cui Tripoli ha faticato a imporre la propria autorità.

La misura avrebbe l'obiettivo di frenare l’ingresso di immigrati ma anche di rifugiati provenienti in particolare dal Corno d’Africa e dal Mali. Da anni il territorio libico è una delle rotte utilizzate dalle reti del crimine organizzato per il narcotraffico.

Suad Ganur, un membro dell'assemblea, dice alla BBC: "Nella zona c'è stato un rigurgito di violenza e del narcotraffico, e inoltre numerosi gruppi armati possono agire nella più totale impunità".

Rana Jawad, corrispondente della rete britannica da Tripoli, spiega come non sia chiaro quale sia il vero significato del decreto, perchè a causa dell'assenza di un esercito convenzionale, la maggior parte delle province e delle città si governano in autonomia.

La tensione nel paese non si abbassa, perchè gira un numero imprecisabile di armi dopo la caduta di Gheddafi. Domenica un uomo armato ha ucciso quatrto poliziotti in un attacco a Bengasi, nell'Est del paese.

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