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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
LIBIA / Libia

Libia, attacco contro i mausolei sufi

Distrutti tre luoghi di culto. I colpevoli sarebbero i salafiti, intanto ministro dell'Interno ha presentato le sue dimissioni

I salafiti continuano a minacciare i luoghi santi del sufismo. Questa volta è accaduto in Libia, dove negli ultimi giorni sono stati distrutti almeno 3 mausolei.

Alcuni uomini hanno demolito ieri con i bulldozer la moschea di Al Shaad, nel centro di Tripoli, dove si trovavano ben 50 tombe sufi. La stessa sorte è toccata al mausoleo dello sceicco Ahmed al Zarruk, a Misurata.

Venerdì a Zlitan è stata invece distrutta la tomba di Abdel Salam Al Asmar, risalente al XVI secolo. Nell'assalto è stata anche incendiata la biblioteca della moschea, come riferisce Euronews

Secondo alcune autorità locali, citate dal quotidiano francese Le Figaro, “gli estremisti avrebbero approfittato del fatto che le forze di sicurezza erano occupate” a sedare altri scontri, di cui si ignora l'origine. 

Le autorità libiche hanno condannato gli attacchi. “Azioni di questo genere sono inaccettabili” e sono “vietate della legge e dalla sharia”, ha commentato il presidente del parlamento, Mohamed al Magariaf. 

Le dimissioni del ministro dell'Interno - Il ministro dell'Interno, Fawzi Abdelali, ha deciso inoltre di presentare le proprie dimissioni per protestare contro il Congresso Generale Nazionale, la più alta istituzione del Paese, che negli ultimi giorni aveva puntato il dito contro le forze di sicurezza, incapaci di garantire l'ordine e di salvare i luoghi di culto dalla distruzione. 

Secondo il governo libico gli attacchi avrebbero una matrice tribale, e sarebbero stati portati avanti da persone fedeli al vecchio regime di Gheddafi. In molti però credono che la responsabilità sia da attribuire alle organizzazioni salafite radicali, che da sempre definiscono “eretico” il culto dei santi islamici, tipico del sufismo. 

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