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Domenica, 23 Gennaio 2022
Niente voto alla Vigilia / Libia

Caos in Libia: saltano le elezioni del 24 dicembre

L'annuncio della commissione parlamentare libica: ''Sarà impossibile farle in quella data''. Il candidato Nayed: ''Ci sono concrete possibilità di disordini''

Le elezioni presidenziali libiche che avrebbero dovuto tenersi la vigilia di Natale non si faranno. La commissione parlamentare incaricata di sovrintendere al voto è giunta ad una conclusione a sorpresa: sarà impossibile fare le elezioni in quella data. "Dopo avere studiato i rapporti tecnici, giudiziari e di sicurezza, la informiamo dell'impossibilità di tenere le elezioni alla data del 24 dicembre prevista dalla legge elettorale", si legge in una lettera inviata dal presidente della commissione al capo del Parlamento, in cui non viene indicata un'altra data.

Il candidato Nayed: ''Rischi concreti di conflitto''

"Se le cricche politiche dello status quo fanno altri giochetti ci sono possibilità concrete di disordini civili e anche di conflitto". A lanciare l'avvertimento è Aref Nayed, ex ambasciatore libico negli Emirati Arabi Uniti e candidato alla presidenza, che commenta il rinvio delle elezioni previste per venerdì. Secondo Nayed, che è leader del movimento politico 'Ihya Libya' (Far rivivere la Libia), "i libici sono stati privati, per troppo tempo, del loro diritto inalienabile di scegliere il proprio presidente e hanno dimostrato volontà e impegno in merito alle elezioni registrandosi e ritirando le loro tessere elettorali. Oltre 2,5 milioni di donne e uomini elettori libici non accetteranno ulteriori procrastinazioni e manipolazioni". 

Nayed, il cui movimento ha l'obiettivo di guidare il Paese verso una fase di "sicurezza, stabilità e sviluppo", ricorda che "le elezioni presidenziali furono decretate dal Parlamento nel 2014 (Decreto 5/2014). Dopo anni di rinvii e cosiddetti 'preparativi', ogni ulteriore procrastinazione sarà respinta con veemenza". Il leader di 'Ihya Libya' critica quindi aspramente l'operato di Abdul Hamid Dbeibah, che a seguito del rinvio del voto ha riassunto il ruolo di primo ministro ad interim, incarico che aveva affidato al suo vice per potersi candidare alle presidenziali. "Il motivo principale del rinvio è il fatto che il primo ministro di un governo ad interim, che era stato specificamente autorizzato a preparare le elezioni, dopo essersi impegnato a non concorrere, ha improvvisamente deciso di candidarsi, spendendo fondi pubblici per la propria campagna e manipolando i ministeri a suo vantaggio, incluso il rilascio di una falsa certificazione universitaria", attacca Nayed. "Tale flagrante conflitto di interesse è la ragione stessa del rinvio - chiosa - La violazione da parte del primo ministro dei suoi impegni e delle sue promesse rischia di far deragliare l'intero processo politico e di istigare disordini e persino conflitti armati".

Draghi: ''Voto rinviato? Speriamo in una nuova data''

Anche il premier Draghi ha commentato il rinvio delle elezioni in Libia: "L'Italia e l'Europa hanno fatto di tutto per accompagnare questo processo verso la democrazia in Libia e continueranno a fare di tutto. Il fatto che non si siano riuscite a tenere le elezioni è dipeso da complicazioni istituzionali libiche ma ancora da una situazione che rimane molto frammentata tra i vari centri di potere del Paese"

 "Oggi dobbiamo sperare -ha aggiunto il presidente del Consiglio- che il processo di consultazione politico si riprenda, il dialogo tra i vari centri di potere riprenda e fissino una nuova data per le elezioni". Inoltre "abbiamo l'impegno delle Nazioni Unite, attraverso l'Oim, ad agire per aiutare la Libia nei confronti delle migrazioni da altri Paesi e abbiamo un impegno dell'Europa ad un'azione molto più determinata nella creazione di corridoi umanitari e rimpatri assistiti".

Ambasciatore Usa: ''Condividiamo la delusione di chi voleva votare''

"Gli Stati Uniti condividono la preoccupazione e la delusione della stragrande maggioranza dei libici che si aspetta di avere l'opportunità di votare per (scegliere, ndr) il futuro del proprio Paese". Lo ha dichiarato in una nota l'inviato speciale e ambasciatore degli Stati Uniti in Libia, Richard Norland, commentando la notizia del rinvio ufficiale delle elezioni previste il 24 dicembre. Il lavoro per tenere le elezioni "deve essere una priorità" in linea con la forte spinta dell'opinione pubblica, ha proseguito Norland, esortando "i leader libici" ad "affrontare rapidamente tutti gli ostacoli legali e politici" che impediscono lo svolgimento delle elezioni, inclusa la finalizzazione della lista dei candidati alla presidenza.

L'ambasciatore ha quindi chiesto "calma" e ha dichiarato di incoraggiare "i passi che possono continuare a ridurre la tensione della sicurezza a Tripoli o altrove in Libia. Ora - ha chiosato - non è il momento per azioni unilaterali o dispiegamenti armati che rischiano (di provocare, ndr) un'escalation e conseguenze indesiderate dannose per la sicurezza e l'incolumità dei libici. Ribadiamo l'appello dell'Unsmil affinché i dissensi su questioni politiche o militari emergenti vengano risolti senza ricorrere alla violenza".

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