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Lunedì, 24 Giugno 2024
LIBIA / Libia

Libia, elezioni, in testa i liberali di Jibril

L'Alleanza delle Forze Nazionali ottiene 39 seggi contro i 17 dei Fratelli Musulmani. Ma non è ancora detta l'ultima parola

A più di dieci giorni dal voto, in Libia è in vantaggio l'Alleanza delle Forze Nazionali. Secondo quanto riferisce l'Ansa, la coalizione guidata dall'ex leader del Cnt Mahmud Jibril è in testa con 39 seggi

Il partito dei Fratelli Musulmani, Giustizia e ricostruzione, ne ha conquistati 17, ma invece di congratularsi con gli avversari ha invece intimato i moderati a non cantare vittoria troppo presto.

Dei 200 seggi disponibili solo 80 sono riservati ai partiti, mentre i restanti 120 saranno attribuiti ai candidati indipendenti. Questo significa che l'orientamento politico che avrà il parlamento rimane ancora un mistero in quanto i Fratelli Musulmani, come riporta la Bbc, sperano di potersi alleare proprio con alcuni dei candidati indipendenti.  

Anche se per avere i dati ufficiali bisognerà attendere la fine del mese, questo risultato elettorale è comunque inaspettato. Tra tutti i Paesi del Nord Africa che hanno visto un cambio di governo nell'ultimo anno e mezzo, la Libia è infatti la sola ad aver scelto una formazione laica, al contrario di quanto è avvenuto in Egitto e in Tunisia, dove i cittadini si sono affidati a partiti di ispirazione religiosa, spesso legati ai Fratelli Musulmani.

Lo stesso Jibril non ha però voltato le spalle all'Islam. Pochi giorni prima delle elezioni aveva infatti dichiarato di avere tra i suoi principi ispiratori proprio la sharia. 

A votare per scegliere i rappresentanti dell'Assemblea Nazionale è stato il 62% della popolazione. Gli osservatori elettorali europei hanno dichiarato che le elezioni si sono svolte in maniera “pacifica e regolare”, anche se in molte località sono avvenuti degli incidenti.  

"Tutti in Libia sono felici” ha commentato Abdurrahim al Keib, attuale primo ministro ad interim. “Siamo grati a coloro che ci hanno aiutato a raggiungere questo risultato”. 

Quello del 7 luglio è stato il primo voto libero in 43 anni, da quando il colonnello Muammar Gheddafi salì al potere nel 1969.

L'Assemblea Nazionale avrà in mano il potere legislativo, ma ancora non è chiaro quale ruolo giocherà nella stesura della nuova Costituzione.  

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