Venerdì, 15 Ottobre 2021
LIBIA / Libia

Libia, ucciso ambasciatore americano a Bengasi

La sede diplomatica statunitense è stata messa a ferro e fuoco da manifestanti armati con granate e fucili. Il caos è scoppiato a causa di un film, "L'innocenza dei musulmani", prodotto da un gruppo di copti residenti negli Usa, considerato "blasfemo".

L'ambasciatore americano, Chris Stevens, e quattro membri della delegazione diplomatica Usa in Libia sono stati uccisi nell'attacco di questa notte al consolato statunitense a Bengasi.

La morte dell'ambasciatore è avvenuta durante l'attacco di manifestanti armati con granate e armi da fuoco contro il consolato americano di Bengasi, nell'est della Libia, per denunciare un film offensivo dell'Islam.

Ancora non è chiaro se l'ambasciatore è morto nella sua macchina o all'interno del consolato: quel che è ormai praticamente certo è che la morte è avvenuta per asfissia a causa delle fiamme, come confermato da una foto del suo cadavere che gira su twitter.

Secondo il Wall Street Journal, il film all'origine delle violenze si intitola "Innocence of Muslim" (L'innocenza dei musulmani) ed è stato realizzato da un israelo-americano, Sam Bacile, che dopo i disordini al Cairo ha dichiarato: "l'islam è un cancro".

GUARDA IL VIDEO DELL'ATTACCO ALL'AMBASCIATA


Il lungometraggio ha ricevuto il sostegno del controverso pastore americano Terry Jones, noto per avere bruciato in passato alcune copie del Corano.

CHI ERA STEVENS - Christopher Stevens, l'ambasciatore Usa in Libia ucciso a Bengasi, si era insediato a maggio alla guida dell'ambasciata a Tripoli, dopo esser stato il numero due dell'ambasciata tra il 2007 e il 2009 e l'inviato speciale presso il Consiglio nazionale transitorio a Bengasi durante la rivolta contro Muammar Gheddafi, tra il marzo e il novembre del 2011.

La sua carriera diplomatica si era svolta principalmente nel mondo arabo, con incarichi a Gerusalemme, Damasco, Cairo e Riad. Originario della California, parlava il francese e l'arabo, imparato quando da giovane aveva insegnato inglese in Marocco come volontario dei Peace Corps. Sulla pagina Facebook dell'ambasciata, Stevens diceva di considerarsi "fortunato di poter partecipare a questo incredibile periodo di cambiamento e di speranza per la Libia".

LA CONDANNA DI HILLARY CLINTON -  ''Condanno con la massima fermezza l'attacco alla nostra missione a Bengasi''. Così, riporta il Washington Post, il segretario di stato americano, Hillary Clinton, ha commentato con un comunicato l'attacco di ieri sera al consolato Usa di Bengasi, in Libia, dove sono morti l'ambasciatore americano, Chris Stevens, e tre funzionari della sede diplomatica. ''Abbiamo il cuore spezzato da questa terribile perdita. Il nostro pensiero e le nostre preghiere sono rivolti alla sua famiglia (dell'ambasciatore Stevens, ndr) e a tutti coloro che sono rimasti coinvolti inell'attacco'', ha concluso il segretario di stato.

RISPOSTA USA - Un reparto anti-terrorismo dei marine è in partenza per la Libia, dopo l'attacco in cui sono morti l'ambasciatore statunitense e altri tre funzionari del consolato di Bengasi.

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