Sabato, 27 Febbraio 2021
Germania

Cos'è il lockdown light "alla tedesca" che il governo si prepara ad annunciare

La sottosegretaria Zampa fa sapere che il nuovo Dpcm porterà con sé chiusure sul modello di quelle della Germania. Ma la vera differenza con l'italiano è il modo in cui si comunicano le decisioni. Appare evidente che nello spiegare le scelte di un governo nel bel mezzo di una pandemia una scienziata sia più a suo agio di un professore di diritto privato

Un lockdown "alla tedesca": è quello che toccherà all'Italia nelle prossime settimane. Il nuovo Dpcm arriverà "entro stasera, nelle prossime ore. E' abbastanza complicato, cercare di fare una misura sartoriale basata su zone è uno sforzo grandissimo che stiamo facendo. Il tentativo è quello di non paralizzare il paese, voglio che sia chiaro. Non sarà un lockdown rigido, sarà simile al modello tedesco, un lockdown light" dice Sandra Zampa, sottosegretario alla Salute, intervenendo a 'Radio anch'io' su Rai Radio1. 

"Quello che è davvero rilevante di questo Dpcm - ha aggiunto - è che vorremmo lasciarci alle spalle questa discussione su chiudere non chiudere. È bene che d'ora in poi i cittadini sappiamo che se ci sono alcuni criteri e che se alcuni livelli verranno superati, allora si prenderanno provvedimenti".A proposito delle parole del professor Andrea Crisanti,secondo cui le Regioni hanno molti modi di aggiustare i dati Zampa ha commentato: "Io spero e credo di non vivere in un Paese dove i presidenti di Regione truccano i dati. Voglio credere che nessuno arrivi a questo". Infine, la sottosegretaria alla Salute si è soffermata sull'ipotesi di un eventuale lockdown mirato per gli anziani. "Non credo nelle segregazioni- ha concluso - da noi non è praticabile. Io credo che vadano fortemente responsabilizzate le persone over 60. Credo che le persone vadano educate, allertate e rese consapevoli. I figli farebbero bene a ricordarsi che i nonni sono a rischio e non possono fare da baby sitter ai nipoti".

Lockdown alla tedesca: che cosa significa

Che cosa significa un lockdown sul modello tedesco? Ieri è iniziato il "lockdown soft" deciso già la settimana scorsa dal governo di Angela Merkel in accordo con i Lander. Tra le misure, la chiusura di ristoranti, bar, cinema, teatri, discoteche, la riduzione "al minimo" di tutti i contatti sociali con il permesso di incontro all'aperto di massimo due nuclei familiari o di conviventi, mentre rimangono aperte le scuole, gli asili e gli esercizi commerciali.

In Germania garantire un normale funzionamento dei luoghi d’istruzione è sempre stata una priorità sia del governo nazionale che dei Länder. I negozi rimangono aperti a patto di ospitare un solo cliente ogni dieci metri quadrati, e senza poter formare file d’attesa al loro esterno. I viaggi sono consentiti solo per motivi d’affari (gli hotel dovranno rifiutarsi di far pernottare i turisti), mentre all’aperto si possono incontrare persone di massimo due nuclei abitativi, e in numero mai superiore a dieci. Le misure rimarranno attive almeno fino alla fine di novembre, ma a metà novembre si potranno fare le prime valutazioni.

Le polemiche non mancano a Berlino. Basti pensare che già al primo giorno di lockdown light potrebbe arrivare una pioggia di ricorsi da parte dei titolari di alcune dele attività più colpite: le 4 settimane di chiusura per ristoranti, bar, palestre, piscine, saloni di bellezza, eventi, mostre, concerti, parchi di divertimento (tra gli altri) sono una mazzata per molte attività, nonostante gli aiuti ingenti annunciati tempestivamente. Nella sola capitale sono già arrivate 39 richieste di ricorso amministrativo d’urgenza soprattutto da parte di ristoratori e titolari di palestre, mentre a Monaco sono 15, anche da parte di albergatori. A ottobre molti tribunali amministrativi dei diversi Land avevano di fatto sospeso l’applicazione delle decisioni politiche (soprattutto nel caso del divieto di pernottamento negli alberghi).

I numeri del contagio restano alti. Sono 15.352 i nuovi contagi registrati in Germania nelle ultime 24 ore secondo i dati del Robert Koch Institut (Rki), il centro epidemiologico tedesco, specificando che il numero complessivo delle infezioni nella Repubblica federale supera 560 mila casi. Sono 131 i decessi comunicati dalle autorità sanitarie. I contagi segnalati oggi segnano tuttavia un calo rispetto alla settimana scorsa. Una piccola buona notizia, un segnale incoraggiante: sabato stando ai dati dell'Rki, la Germania aveva superato il suo record assoluto con oltre 19 mila infezioni giornaliere. 

Lockdown light: che cosa resta aperto

Scelte diverse quelle di Italia e Germania, certo. Ma sembrano dettagli. Ovunque si procede con chiusure di luoghi di aggregazione e limiti ai contatti sociali.  Ci si rifà di fatto al modello "morbido" della Francia di Emmanuel Macron, lasciando aperte quindi alcune attività fondamentali anche in caso di un nuovo aumento preoccupante della curva:

  • fabbriche;
  • scuole materne ed elementari;
  • aziende agricole;
  • negozi alimentari;
  • farmacie ed altri esercizi che vendono beni essenziali.

In Italia invece è lo scenario 4 quello potenzialmente più grave e in cui "la situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo", con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1,5". Lo scenario 4 si suddivide a sua volta in tre fasce o aree di rischio:

  • alta/molto alta per più di tre settimane consecutive e situazione non gestibile ("rossa");
  • alta/molto alta per meno di tre settimane consecutive ("arancione");
  • moderata (area "verde")

Le due ipotesi allo studio per l'Italia negli scorsi giorni sono state queste:

  • la prima era quella più drastica, ovvero chiudere tutto per almeno un mese lasciando aperte soltanto le fabbriche, le scuole materne e quelle elementari e i negozi dei generi di prima necessità rendendo possibile muoversi da casa se non per motivi validi e validati con il modulo di autocertificazione. Di fatto una situazione molto vicina al lockdown totale.
  • la seconda prevede invece chiusure a livello regionale e comunale, incentivi allo smart working nel pubblico e nel privato e paletti per gli spostamenti interregionali, sempre con il modulo di autocertificazione.

Si è - a meno di sorprese dell'ultim'ora - puntato sulla seconda opzione del lockdown "light", simile quindi a quello adottato in Germania, ma con la possibilità in base a parametri locali di far scattare automaticamente una stretta ulteriore. E con un coprifuoco in più come strumento atto a ridurre le occasioni sociali. 

"Vedremo tra qualche ora in che misura il governo deciderà. Ma se saremo costretti a sospendere qualcuna delle nostre attività, sarà una sospensione che vogliamo breve, per essere pronti a ripartire come prima senza doverci più fermare" ha spiegato il governatore Alberto Cirio a proposito del rischio lockdown per il Piemonte. "Queste settimane saranno difficili, delicate, dolorose, ma hanno una fine - aggiunge a margine di una conferenza stampa del Museo Egizio -. Possiamo chiedere un sacrificio, l'ennesimo, ma solo se c'è una prospettiva, solo se diciamo che questo è il sacrificio per poi ripartire normali e per sempre"

Merkel: "Ci sono 34enni in condizioni gravi in ospedale"

"Non si può essere superficiali con questo virus, ci sono 34enni in condizioni gravi in ospedale" ha detto ieri Angela Merkel in conferenza stampa. Per un'ora e un quarto in una conferenza stampa straordinaria ha parlato e spiegato i dettagli e le motivazioni delle ragioni delle decisioni prese. Novembre "può essere il frangi flutti, può spezzare la seconda ondata" della pandemia secondo la cancelliera. "Abbiamo riflettuto a lungo su misure meno dure", ha aggiunto, "ma non abbiamo visto alternative". La priorità "è ridurre i contatti", e "secondo gli scienziati andrebbero tagliati del 75%". Merkel hasottolineato il fallimento del tracciamento nella seconda ondata e la pressione esistente sul sistema sanitario.

Il fattore decisivo sarà l'incidenza settimanale del coronavirus, ossia il numero di nuove infezioni su 100 mila abitanti in sette giorni. Il valore è attualmente pari a 127,8. L'obiettivo è tornare ai 50 contagi ogni 100mila abitanti in sette giorni. "Chiunque conosca la funzione esponenziale - ha detto - sa che il tasso di riproduzione Rt 1,3 o 1,4 non è accettabile. Siamo il continente dell'Illuminismo: la matematica è importante". Le infezioni "sono troppo alte. Per quanto ci è possibile cerchiamo di garantire la continuità economica, con eccezioni, e il proseguimento dell'insegnamento a scuola. Dobbiamo far appello alla ragione", ha spiegato, "dobbiamo convincere di più. La libertà non è qualcosa di illimitato, è libertà di prendersi la responsabilità per il prossimo". La tesi del lockdown solo per gli anziani non è accettabile: "Non siamo un Paese africano dove la maggioranza della popolazione è giovane".

La cancelliera ha proseguito: “Non credo che ci saranno grandi e sontuose feste di Capodanno, sarà un Natale nelle condizioni del coronavirus, ma non deve essere un Natale in solitudine”. Per Merkel, la pandemia di Sars-Cov2 è un “disastro naturale” e rappresenta per la Germania “la prova più grande” dalla fine della seconda guerra mondiale.

Germania e Italia: più che scelte diverse, sono diversi i leader

Il Dpcm in arrivo in Italia non prevederebbe invece chiusure per tutto il territorio nazionale. Potrebbero però essere la Calabria, il Piemonte e la Lombardia, ovvero le Regioni che, sulla base dei dati dell'ultimo monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità, sono più in difficoltà, a rischiare di rientrare nelle prime ordinanze del ministero della Salute con la previsione di misure più restrittive, collocandosi in uno scenario 4 di rischio alto (con chiusura generalizzata di molte attività e limitazioni agli spostamenti). Il nuovo Dpcm che oggi vedrà la luce individuerà quindi tre aree corrispondenti a tre scenari di rischio in base ai quali verranno varate misure via via più restrittive; una fascia sarà quella delle regioni che si trovano già nello scenario 4 e dove le misure saranno varate contestualmente al Dpcm; la seconda fascia sarà riservata alle regioni a rischio alto ma che si trovano ancora nello scenario 3 nelle quali le misure saranno meno restrittive; la terza fascia sarà quella del resto del territorio nazionale. 

La Germania  spera che basterà un mese per piegare la curva dei contagi. Come abbiamo imparato dal primo lockdown può essere lunga la strada verso la discesa. Conte chiuse le scuole il 4 marzo, cinque giorni dopo estese il divieto sugli spostamenti in tutta Italia, mentre l’11 proclamò il lockdown vero e proprio chiudendo bar, ristoranti e negozi. Il picco dei contagi arrivò il 21 marzo, solo 10 giorni dopo, quando vennero registrati 6557 nuovi casi, ma da quel momento in poi la discesa fu molto lenta tanto che sui giornali si iniziò a parlare di plateau. Al 5 aprile in Italia si contavano ancora 4316 nuovi positivi, mentre il calo vero e proprio iniziò solo a fine mese. Il 10 maggio, dopo due mesi di lockdown, i casi giornalieri di coronavirus erano 802.

    La differenza sostanziale probabilmente non è tanto nelle misure prese (nessuno ha la bacchetta magica, e in Europa non c'è Paese che non sia in difficoltà). Non può però non colpire il linguaggio preciso, comprensibile a tutti ma non banale, il tono asciutto, grave ma non emotivamente allarmista utilizzato da Merkel per spiegare ai connazionali le nuove decisioni. Gli obiettivi "numerici" da raggiungere, detti chiaramente (tornare ai 50 contagi ogni 100mila abitanti in sette giorni) senza rimandare sempre tutto a ulteriori confronti con esperti e comitati.  In Italia quali siano le Regioni da inserire nella fascia a rischio alto o medio è il punto su cui il governo e le stesse regioni stanno discutendo da ore, con un rimpallo infinito. Nemmeno è chiaro se il corpifuoco sarà dalle 21 o dalle 22.

    Merkel è una scienziata, ha un dottorato in fisica, e il suo discorso di ieri mostra plasticamente una volta di più che uno non vale uno, che un leader politico non vale l'altro. Le misure restrittive bisogna saperle spiegare ai cittadini, con chiarezza e decisione. Appare evidente, oggi più che mai, che nel comunicare le scelte di un governo nel bel mezzo di un pandemia una scienziata sia più a suo agio di un professore di diritto privato.

    Il nuovo Dpcm oggi 3 novembre e le regioni verso il lockdown totale

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