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Giovedì, 8 Dicembre 2022
L'esempio conservatore / Regno Unito

Il governo taglia le tasse ai ricchi, la sterlina affonda: tempesta valutaria su Londra

Da quando la conservatrice Liz Truss ha preso il posto di Boris Johnson come premier britannica la moneta ha perso il 7%. Il Labour attacca: "Emergenza nazionale, il governo gioca d'azzardo"

Tracollo storico della sterlina sul dollaro con la valuta britannica che ha perso oltre il 4% arrivando al record di 1,0327 su quella statunitense. Una diminuzione che si aggiunge al calo del 3,6% di venerdì scorso, quando il nuovo cancelliere dello Scacchiere, Kwasi Kwarteng, ha presentato il contestato piano di riduzione delle tasse dei più ricchi e ha eliminato il limite ai bonus ai guadagni dei banchieri. Di fatto la sterlina ha perso quasi il 7% da quando la conservatrice Liz Truss ha preso il posto di Boris Johnson ed è diventata premier, tre settimane fa.

La responsabile dell'Economia del Labour, Rachel Reeves, ha parlato di "emergenza nazionale" e ha definito Kwarteng e Truss "due giocatori d'azzardo disperati che inseguono le loro perdite al casinò". Il cosiddetto 'mini-budget' di Kwarteng punta a far uscire l'economia da un periodo di inflazione a due cifre, congelare le bollette energetiche, abbassare le tasse e deregolamentare il settore bancario. Il governo ha anche annunciato restrizioni al diritto di sciopero e un aumento dei prestiti pubblici. I mercati hanno reagito all'annuncio, che si è sovrapposto alle previsioni di recessione per il Paese, e i titoli di Stato sono crollati. In totale, il piano richiederà ulteriori 72 miliardi di sterline di prestiti pubblici solo nei prossimi sei mesi.

Tagli record alle tasse dei più ricchi e via il tetto Ue ai bonus dei banchieri: così Londra combatte la crisi

Anche l'autorevole settimanale economico The Economist ha puntato il dito contro il governo di Londra. Secondo la testata “la spiegazione più semplice del sell-off è che gli investitori non credono che i tagli fiscali del governo porteranno alla crescita economica reale auspicata da Kwarteng”, ma “prevedono invece un aumento dell'inflazione che la Banca d'Inghilterra non sarà disposta a compensare completamente con un aumento dei tassi d'interesse”. Secondo il giornale “gli analisti valutari della Bank of America suggeriscono che la combinazione tra la mutata posizione fiscale della Gran Bretagna e gli effetti a lungo termine della sua decisione di lasciare l'Unione Europea hanno portato a un profondo ripensamento della sterlina da parte degli investitori”, e ciò “ciò rende la valuta più vulnerabile nei prossimi anni”.

Anche i prezzi dei titoli di Stato britannici (Gilt)sono crollati, spingendo i rendimenti ai massimi da oltre un decennio, tra le speculazioni sulla possibilità che la Banca d'Inghilterra debba prendere provvedimenti d'emergenza dopo che la sterlina ha toccato un minimo storico contro il dollaro americano nella notte. I rendimenti dei Gilt a due anni sono saliti fino a 54 punti base, raggiungendo il 4,533%, il massimo dal settembre 2008.

Tutti gli occhi sono ora puntati sulla Banca d'Inghilterra che potrebbe intervenire per mettere una pezza alla situazione. "L'ulteriore calo della sterlina nelle prime contrattazioni significa che abbiamo raggiunto il punto in cui la Bank of England deve intervenire per riprendere l'iniziativa", ha dichiarato Paul Dales, Chief UK Economist dell'azienda di consulenza economica Capital Economics a Londra. Secondo Sky News una dichiarazione da parte dell'istituto sulle turbolenze dei mercati potrebbe essere rilasciata "molto presto". Secondo i dati di Reinitiv, i mercati monetari prevedono un aumento dei tassi di un punto percentuale al 3,25% nella prossima riunione della BoE.

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