Venerdì, 14 Maggio 2021
Regno Unito

Londra registra zero morti per Covid: è la prima volta in sei mesi

Domenica in tutto il Regno Unito i decessi sono stati solo 19. E mentre Francia, Germania e Italia fanno i conti con la terza ondata, Oltremanica l'epidemia si sta lentamente spegnendo. Merito della poderosa campagna vaccinale messa in piedi dal governo di Boris Johnson

Boris Johnson EPA/NEIL HALL via ANSA

Zero morti. Per la prima volta in sei mesi a Londra non si sono registrate vittime legate al Covid-19. È quanto emerge dai dati diffusi dal Public Health England (Phe) relativi al 28 marzo e che evidenziano come nella Capitale inglese non ci siano stati decessi di pazienti che nei 28 giorni precedenti avevano contratto il virus, mentre nel resto del Paese le vittime sono state appena 19. Al picco dell'emergenza, lo scorso aprile, nella capitale britannica - che è stata l'epicentro nel Paese della prima ondata di coronavirus - si contavano in media 230 morti al giorno legati alla pandemia. "Questa è un risultato straordinario, ma siamo ancora lontani dal ritorno alla normalità", ha dichiarato un medico citato dalla BBC.

In totale, in tutto il Regno Unito, i domenica sono stati registrati 3.862 nuovi casi di coronavirus, mentre nell’ultima settimana si sono contati 37.487 positivi, un dato in calo dell'1,7% rispetto alla settimana precedente. In Italia nella stessa settimana si sono contati 145.113 casi (con circa 7 milioni di abitanti in meno), in Francia i contagi sono stati addirittura 262mila mentre in Germania, dove pure l’epidemia sta correndo, i nuovi positivi sono stati 112.885.

Se i Paesi Ue sono ancora in piena terza ondata, oltremanica la spinta del virus sembra ormai sempre più flebile. E proprio oggi ha preso il secondo step del piano elaborato dal governo inglese per tornare alla normalità entro l’estate. Dal 29 marzo sono infatti consentiti gli incontri all'aperto fino a un massimo di sei persone ed è possibile fare sport all'aperto.  Le persone sono comunque incoraggiate a rimanere il più possibile 'local', nella propria zona di residenza. Nonostante i buoni dati epidemiologici, la roadmap delineata nelle scorse settimane da Boris Johnson  prevede un allentamento delle restrizioni molto graduale che porterà alla riapertura  di pub e ristoranti solo il 12 aprile e peraltro solamente con tavoli o spazi all'aperto. 

La campagna vaccinale nel Regno Unito

E intanto nel Regno Unito la campagna vaccinale prosegue senza sosta: al 27 marzo oltre 31 milioni di persone (quasi la metà della popolazione) avevano ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre 3,5 milioni di cittadini hanno ricevuto anche il richiamo. La strada seguita dal Regno Unito è stata quella di distanziare il più possibile le due dosi, non solo nel caso di AstraZeneca - che prevede la somministrazione della seconda dose a 10-12 settimane di distanza - ma anche con gli altri vaccini. Ora però il governo sta accelerando anche sui richiami: il 27 marzo sono state inoculate 423.582 prime dosi e 233.964 seconde dosi per un totale di oltre 650mila vaccini somministrati in 24 ore. Siamo distanti dal record di oltre 840mila inoculazioni dello scorso 20 marzo, ma il ritmo è comunque elevatissimo.

Prime dosi vaccini Uk-2

La strategia della singola dose per ora sembra aver funzionato. Non lo dicono solo i dati dei decessi. Secondo uno studio finanziato dal governo tra gli ospiti delle case di cura il rischio di infezione da Sars-Cov-2, sia sintomatica che asintomatica, è diminuito del 62% cinque settimane dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino. 

Secondo i ricercatori della University College London (Ucl) i risultati sono quasi identici tra i vaccini Pfizer e AstraZeneca. I risultati dell’indagine suggeriscono inoltre che chi ha ricevuto il vaccino ha anche meno probabilità di trasmettere il virus ad altri. Un bel passo avanti verso l’immunità di gregge. 

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