Martedì, 26 Ottobre 2021
Incidenti aerei

"Altro che depresso, Lubitz era un narcisista maligno"

Parla il presidente della Società italiana di psichiatria, Emilio Sacchetti: "Non era un soggetto patologico, presto scopriremo che non era malato"

VIENNA - Non era depresso. E non era neanche logorato dallo stress da lavoro. Andreas Lubitz, il copilota della Germanwings che avrebbe fatto schiantare volontariamente sulle montagne francesi l'aereo che pilotava causando la morte di 149 persone, "aveva una personalità caratterizzata da un narcisismo maligno". A tracciare questo 'nuovo' profilo psicologico è il presidente della Società italiana di psichiatria, Emilio Sacchetti, che ha parlato all'Ansa da Vienna, a margine del congresso annuale dell'Associazione europea di psichiatria.

NON ERA DEPRESSO - "In letteratura non c'è un solo caso di soggetto 'burn-out' (persona stressata, ndr) omicida. Credo poco anche all'ipotesi della depressione perché, di solito, il soggetto depresso omicida uccide persone a lui care e vicine e lo fa a scopo 'salvifico', ovvero per impedire loro di soffrire in qualche modo". In pratica, secondo Sacchetti, "la depressione non spinge a questi atti estremi verso persone estranee"

"ARRIVERA' UNA BRUTTA SORPRESA" - Al contrario, rileva l'esperto, "penso che alla fine si avrà una brutta sorpresa rispetto a quanto sostenuto sino ad oggi e si arriverà alla conclusione che il copilota non era un soggetto malato, cioè colpito da una patologia mentale definita. Penso che si tratti di una situazione di narcisimo 'maligno' ed esasperato di una personalità che, non vedendo soddisfatte le proprie aspettative, si è voluta vendicare".

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