Domenica, 28 Febbraio 2021

Luca Attanasio e l’intervista a Propaganda Live sugli italiani in Congo

Il ricordo di Diego Bianchi, che nel 2018 incontrò l’ambasciatore italiano ucciso: “Era giovanissimo, oltre che gentile, preparato e consapevole dei rischi che si correvano" nel Paese

Luca Attanasio e Diego Bianchi durante il reportage trasmesso a "Propaganda Live"

Luca Attanasio, l’ambasciatore italiano nella repubblica democratica del Congo ucciso in un attacco a un convoglio delle Nazioni Unite a Goma, nella zona orientale del Paese, era stato intervistato da Diego Bianchi per “Propaganda Live”. 

Nell'agosto 2018 “Zoro” si era recato in Congo con Medici Senza Frontiere per realizzare un reportage e in quell’occasione erano stati ospiti a pranzo nella residenza dell’ambasciatore. Insieme avevano parlato dei nostri connazionali in Congo e della migrazione dall'Italia verso il paese africano soprattutto dopo la seconda Guerra Mondiale.

L'intervista a Luca Attanasio a Propaganda Live

“Arrivati qua alla ricerca di un futuro economico migliore, esponenti di questa migrazione economica, soprattuto dopo la seconda guerra mondiale ", aveva raccontato Attanasio parlando degli italiani in Congo.  

"C’era la percezione e la speranza di una vita migliore, che così è stata per diversi anni, perché in Congo c’è stata un boom economico successivo alla seconda Guerra Mondiale in cui gli italiani sono stati protagonisti e hanno potuto rendere questo paese più strutturato, più grande e più prospero", aveva ricordato Attanasio. Moli italiani si trasferirono nella regione del Nord Kivu, "che era visto come una sorta di Eden, la terra lì è fertilissima", per creare fattorie e dedicarsi soprattutto all'agricoltura. Attanasio aveva poi sottolineato anche la presenza molto forte di missionari italiani "sparsi in tutto il territorio": "Li trovi dappertutto a far cose straordinarie”, aveva detto a Bianchi. 

Luca Attanasio, il ricordo di Diego Bianchi: "Preparato e consapevole dei rischi"

Raggiunto telefonicamente dall’Adnkronos, Diego Bianchi ha commentato la morte di Luca Attanasio. “Non riesco a crederci. Mi dispiace moltissimo. Attanasio era giovanissimo, oltre che gentile, preparato e consapevole dei rischi che si correvano in Congo. Anche questo Capodanno ci eravamo scambiati gli auguri”. 

Bianchi ha ricordato poi l’incontro con l’ambasciatore. “Attanasio ci aveva ospitato a pranzo a Kinshasa nella sua residenza, dove c'era un sistema di protezione imponente. Mi aveva raccontato che già i suoi predecessori avevano dovuto fare i conti con episodi di violenza intorno all'ambasciata. Mi aveva detto che girava per il Paese per andare a conoscere gli italiani che erano lì, in prevalenza persone impegnate nel sociale, missionari e imprenditori. Si vedeva che, pur essendo giovane, aveva un'esperienza solida. Parlando di cose più leggere, ricordo anche che mi disse che cercava di insegnare alcuni piatti della cucina italiana al personale dell'ambasciata", ha aggiunto.

"Sto leggendo che l'agguato è avvenuto nella zona di Goma, ben più militarizzata e violenta che Kinshasa, con un sacco di gente che gira con i mitra spianati. Anche io mi mossi dalla capitale a Goma e poi nella ancora più pericolosa parte della foresta. Lui mi mise in guardia, provò a sconsigliarci ma noi riuscimmo ad andare grazie alla 'diplomazia' di Medici Senza Frontiere che godono di una certa libertà di movimento perché curano tutti, dalla povera gente ai soldati, ai miliziani delle varie bande. Anche se a volte si sono verificati agguati anche contro convogli di Medici Senza Frontiere", ha detto Bianchi, che è in viaggio per Codogno: "Sto andando a fare un servizio ad un anno dalla prima zona rossa per la puntata di venerdì di 'Propaganda Live' ma credo che la scaletta cambierà e certamente daremo spazio alle immagini del Congo e all'intervista con Attanasio". 

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