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Giovedì, 30 Maggio 2024
Il dramma / Regno Unito

Madre affetta da autismo scopre che il figlio può essere dato in adozione e si toglie la vita

L'inchiesta appena conclusa afferma che le mancanze delle autorità locali hanno contribuito alla morte della giovane neomamma Fern Foster, di appena 22 anni

Fern Foster, 22enne inglese affetta da autismo, aveva avuto una bambina da appena 6 mesi quando ha deciso di togliersi la vita. Poche ore prima, aveva scoperto da un'email inviata dal legale di famiglia al proprio compagno che sua figlia poteva essere data in adozione: una possibilità insostenibile per la 22enne, che ha scelto di farla finita. La drammatica vicenda risale al luglio 2020. Ora, l'inchiesta appena conclusa suggerisce che le mancanze delle autorità locali hanno contribuito "in misura più che minima" alla decisione della giovane madre di porre fine alla propria vita.

L'assenza di sostegno da parte delle autorità

Fern Foster aveva scoperto di essere incinta il 25 luglio 2019. Prima della gravidanza, la giovane era entrata e uscita da un alloggio temporaneo e aveva una storia di autolesionismo; un meccanismo al quale ricorreva quando si sentiva sopraffatta a causa del suo autismo, come spiegato dalla consulente psichiatrica Tina Malhotra. Ma durante la gravidanza e nei mesi successivi non ha adottato alcun comportamento  che avrebbe messo a rischio lei o la propria figlia. "Quando ha scoperto della sua gravidanza, la vita per Fern aveva un nuovo scopo", ha osservato il procuratore che ha guidato l'inchiesta, Crispin Butler. 

"Nel 2019  - prosegue Butler - c'erano opportunità per mettere in atto una struttura che si sarebbe occupata di lei e del futuro di suo figlia, ma queste opportunità sono state perse". Poco dopo essere rimasta incinta, erano stati coinvolti i servizi per l'infanzia di Buckinghamshire, dove la giovane viveva, ma, secondo il magistrato, "la mancanza di un avvocato indipendente e il modo in cui le sono state comunicate le notizie che indicavano l'adozione della bambina come una possibilità hanno contribuito alla sua decisione di uccidersi". 

Non era stata predisposta alcuna modalità di comunicazione idonea e Fern è venuta a conoscenza della notizia tramite un'e-mail inviata al suo compagno dal suo avvocato. "Questo - spiega il magistrato - ha fatto sì che la giovane percepisse l'adozione di sua figlia come 'un treno ormai in corsa'". 

"Molti requisiti essenziali sono stati ripetutamente ignorati, spingendo inevitabilmente Fern al punto di rottura. Questo non era il modo di trattare una mamma vulnerabile, disabile, che si avvicinava per la prima volta. È tragico che non ci sia mai stato un piano chiaro per sostenere Fern ad essere madre, né per proteggere la sua sicurezza", ha dichiarato la sorella di Fern, Rowan Foster. 

I genitori, l'autismo e la consapevolezza di essere soli

"Siamo lieti che la mancanza di sostegno fornito e l'inappropriatezza del piano di assistenza siano state riconosciute come cause della morte di Fern", prosegue Rowan parlando al Daily Mai. "Le madri che affrontano l'allontanamento dei loro figli dovrebbero essere sostenute, in particolare le madri autistiche, poiché le donne autistiche hanno un rischio 13 volte maggiore di morte per suicidio. Crediamo che la mancanza di comprensione e accettazione dell'autismo nelle donne e nelle ragazze abbia contribuito in modo significativo alla scarsa assistenza che Fern ha ricevuto. Dopo la sua morte, la famiglia ha lanciato la campagna "Go pink for Fern", con lo scopo di diffondere consapevolezza del disturbo dello spettro autistico nelle ragazze e nelle donne.

go pink for fern-2Autismo che "le è stato diagnosticato tardi" portatandola ad essere ripetutamente etichettata come una ragazza "con un disturbo della personalità che non aveva", aggiunge la sorella, "finché lo stigma intorno a questo l'ha portata alla distruzione".

Dove e come chiedere aiuto
Parlare di suicidio non è semplice. Se stai vivendo una situazione di emergenza puoi chiamare il 112. Se sei in pericolo o conosci qualcuno che lo sia puoi chiamare il Telefono Amico al numero 02 2327 2327 (servizio attivo tutti i giorni dalle 10 alle 24) oppure puoi metterti in contatto con loro attraverso la chat di Whatsapp al numero 345 036 1628 (tutti i giorni dalle 18 alle 21). Altrimenti puoi rivolgerti a Samaritans Onlus al numero 06 77208977 (costi da piani tariffari del tuo operatore), un servizio attivo tutti i giorni dalle 13 alle 22.

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