Lunedì, 18 Ottobre 2021
TURCHIA

Istanbul: magistrato ostaggio, si tratta per liberarlo

Il tribunale di Istanbul sotto assedio da parte delle forze speciali. La polizia ha isolato il sesto piano, dove si trova il magistrato e sono partite le trattative con i sequestratori

ISTANBUL - Da quando sono iniziate a circolare su internet le foto del sequestro del magistrato  tribunale di Istanbul Mehmet Selim Kiraz, il tribunale di Istanbul è sotto assedio. I militari armati del gruppo di estrema sinistra Partito-Fronte rivoluzionario di liberazione del Popolo (DHKP-C) hanno scelto lui come ostaggio, visto che è titolare dell'inchiesta per l'uccisione del quindicenne Berkin Elvan durante le manifestazioni contro il governo da parte del movimento di Gezi Park. Nell'edificio sono stati sentiti colpi di arma da fuoco, mentre sui social media circola una foto di una persona che punta una pistola alla testa di Kiraz sullo sfondo di una bandiera dell'organizzazione. 

LE RICHIESTE DEI SEQUESTRATORI - I sequestratori hanno fatto una serie di richieste in cambio della liberazione di Kiraz: una confessione da parte dei poliziotti sospettati di aver sparato al quindicenne Berkin Elvan nel giugno 2013, l’istituzione di un processo nei loro confronti da parte di “un tribunale del popolo” e l’assoluzione di tutte le persone processate per aver organizzato delle manifestazioni di solidarietà a Elvan. 

LA TRATTATIVA IN CORSO - Parlando al quotidiano turco Hürriyet, il procuratore aggiunto Vedat Yigit afferma che i negoziati con la polizia stanno andando avanti tramite un mediatore scelto dal gruppo armato. La notizia è stata confermata anche dal capo della polizia di Istanbul Selami Altinok. Intanto le forze speciali hanno evacuato l'edificio del tribunale e isolato il sesto piano, dove si trova l'ufficio di Kiraz. Ancora da ricostruire invece la dinamica con cui il gruppo ha fatto irruzione nel sorvegliatissimo palazzo del tribunale. 


GOVERNO IN SILENZIO STAMPA - Le emittenti televisive turche si sono conformate al silenzio stampa imposto dal governo sospendendo le trasmissioni di immagini sul sequestro. La decisione è stata presa dal premier Ahmet Davutoglu in base a una una norma che gli consente di ordinare la 'censura' per motivi di sicurezza nazionale e ordine pubblico. 

Secondo Hurriyet, uno dei più importanti giornali turchi, negli ultimi quattro anni sono stati imposti più 150 ordini di censura. Il giornale ricorda che il silenzio stampa è stato imposto sul sequestro da parte dell'Is di 49 diplomatici turchi a Mosul, sulla vicenda di tangentopoli, sulle indagini su alcuni attentati terroristici o sul disastro nella miniera di Soma.

CHE COSA E' IL DHKP-C - Il Partito-fronte rivoluzionario di liberazione del popolo (Dhkp-C) è un'organizzazione turca di ispirazione marxista-leninista fondata nel 1978 e considerata fuorilegge in Turchia, Unione europea e negli Stati Uniti. Negli ultimi anni il gruppo ha incrementato le sue attività. E' responsabile anche dell'attacco contro l'ambasciata statunitense ad Ankara nel 2013, quando un attentatore suicida si fece esplodere di fronte all'ingresso della sede diplomatica, uccidendo un addetto alla sicurezza.

Il gruppo terroristico è anche considerato responsabile dell'attentato della scorsa settimana contro la sede di Istanbul di una rivista sostenitrice del sedicente Stato islamico (Is), Adimlar. L'esplosione di una bomba all'ingresso della redazione ha ucciso un giornalista e ne ha feriti altri tre. A gennaio scorso un membro dell'organizzazione ha aperto il fuoco contro la polizia nella centrale piazza Taksim di Istanbul, senza fare vittime.

CHI ERA ELVAN - Berkin Sami Elvan è morto all'età di 14 anni l'11 marzo 2014, dopo 269 giorni di coma, causato da da una cartuccia di gas lacrimogeno che lo ha colpito alla testa durante le proteste di Gezi Park. Il ragazzo si era trovato in mezzo agli scontri mentre andava a comprare il pane. 

GUARDA IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE PER BERKIN ELVAN

Non appena la notizia del sequestro è stata diffusa dai media il padre del ragazzo ha diffuso un tweet per dire basta alle violenze: "Non voglio che a nessuno sanguini neppure il naso oggi. Fino a oggi ho chiesto solo giustizia e voglio solo un processo equo". L'uomo avrebbe parlato al telefono anche con il deputato turco Huseyin Aygun, come riferisce la Bbc. 

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