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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
#MahsaAmini / Iran

Proteste in Iran fuori controllo: ci sono dei morti e il governo vuole spegnere internet

Dopo l'uccisione di Mahsa Amini diverse manifestazioni stanno destabilizzando il paese, i civili assaltano i palazzi governativi e la polizia spara ad altezza uomo: cosa sta succedendo in Iran

Le proteste causate dalla morte di Mahsa Amini continuano. Diverse manifestazioni stanno mettendo in subbuglio l'Iran, con il bilancio ufficiale delle vittime che si è aggrava: altri due manifestanti sono rimasti uccisi nella provincia di Kermanshahportando il totale dei morti a cinque. Gli attivisti hanno dichiarato che due manifestanti sono stati uccisi dalle forze di sicurezza a Urmia e Piranshahr, nel nord-ovest. Un agente di polizia sarebbe stato ucciso anche a Shiraz, nel sud. 

La protesta delle donne iraniane

Le donne iraniane stanno protestando visibilmente per la morte di Mahsa Amini: alcune hanno bruciato i loro hijab a Sari martedì, mentre i disordini sono continuati per la quinta notte di fila e si sono diffusi in altre città. "La tragica morte di Mahsa Amini e le accuse di tortura e maltrattamenti devono essere indagate in modo rapido, imparziale ed efficace da un'autorità competente indipendente, che garantisca in particolare alla sua famiglia, giustizia e verità", ha dichiarato l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ad interim, Nada Al-Nashif. L'Alto commissario ha poi sottolineato che le Nazioni Unite hanno ricevuto "numerosi e verificati video di violenze nei confronti delle donne", in quanto negli ultimi mesi la polizia morale ha intensificato i pattugliamenti per le strade per reprimere coloro che indossano "hijab sciolti".

In seguito alla Rivoluzione islamica del 1979 le autorità iraniane hanno imposto un codice di abbigliamento obbligatorio che impone a tutte le donne di indossare il velo e abiti larghi che nascondano il corpo in pubblico. Esiste una "polizia morale" che ha il potere di fermare le donne e valutare se mostrano troppi capelli, se i pantaloni e i soprabiti sono troppo corti o aderenti o se indossano troppo trucco. Le punizioni per la violazione delle regole includono multe, carcere o fustigazione. 

La polizia iraniana ha iniziato a sparare ad altezza d'uomo, come dimostrano diversi video che stanno circolando in queste ore sui social. Il numero delle vittime potrebbe essere fortemente sottostimato. La protesta coinvolge sempre più persone e il rischio di violenze aumenta: i civili hanno cominciato a prendere d'assalto alcuni edifici governativi, bruciando le immagini del leader supremo Khameini.

Cosa è successo a Mahsa Amini

Mahsa Amini, 22 anni, è morta dopo 3 giorni di coma dopo un arresto della polizia religiosa. Il reato contenstato era di non aver indossato correttamente il velo. Ecco perché le donne in piazza cantano slogan contro la polizia "morale", si levano e bruciano il velo. La protesta è dilagata in molte piazze del paese e nelle università.

La famiglia di Mahsa Amini ha esplicitamente negato le affermazioni del capo della polizia di Teheran all'inizio di questa settimana secondo cui Mahsa non sarebbe stata picchiata, e che presentava diverse condizioni preesistenti come l'epilessia e il diabete. Le proteste sono iniziare dapprima nella città natale della giovane, Saqqez, dove è stata sepolta, e poi si sono diffuse a macchia d'olio in diverse città del Kurdistan.

Anche Anonymous contro il governo iraniano

Il movimento Anonymous ha rivendicato, sul proprio account Twitter, l'attacco hacker contro i siti di diverse istituzioni in Iran, tra cui quello della Banca centrale e dell'ufficio del governo iraniano. Secondo quanto riferisce l'emittente panaraba Al Arabiya, anche il sito del ministero della Cultura iraniano sarebbe stato colpito da un attacco informatico nelle ultime ore.

L'agenzia di stampa iraniana Irna ha confermato che "hacker sono riusciti a penetrare nel sito web della Banca centrale". Come evidenzia Al Arabiya, si tratta del secondo attacco contro i siti web delle istituzioni ufficiali di Teheran, lanciati in concomitanza con le violente proteste innescate dalla morte di Mehsa Amini.

Il governo iraniano prende di mira internet

L'accesso a internet in Iran potrebbe essere interrotto per "motivi di sicurezza". Lo ha affermato il ministro delle Comunicazioni di Teheran, Issa Zarepour. "A causa di questioni di sicurezza e dei dibattiti che si stanno tenendo attualmente nel Paese, possono essere decise delle restrizioni a internet e applicate dall'apparato di sicurezza, ma nel complesso finora non abbiamo avuto una limitazione della banda di rete", ha aggiunto il ministro.

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