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Sabato, 15 Giugno 2024
MALI / Mali

Mali, sanzioni Usa contro la giunta militare

Il Dipartimento di Stato annuncia restrizioni di viaggio per i golpisti, mentre il comandante Sanogo convoca un'incontro con politici e società civile

Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato oggi di aver attuato una restrizione di viaggio negli Stati Uniti nei confronti dei membri della giunta militare del Mali, oltre che dei loro familiari e sostenitori. Questa misura è stata adottata in appoggio alla Comunità economica degli stati dell’Africa Occidentale (Cedeo in francese, Ecowas in inglese) e dall’Unione Africana (Ue) che hanno annunciato un embargo contro il Mali, in risposta al colpo di stato effettuato il 22 marzo dai militari capeggiati da Amadou Sanogo.


“Gli Stati Uniti rinnovano la richiesta al capitano Sanogo e ai suoi sostenitori di ristabilire immediatamente un governo civile senza ulteriori ritardi”, si legge in un comunicato del Dipartimento di Stato pubblicato sul Telegraph.  “Gli Stati Uniti chiedono urgentemente ai ribelli nel nord del Mali di cessare ogni operazione militare che potrebbe comprometterne l’integrità territoriale”, ha inoltre aggiunto la portavoce del dipartimento Victoria Nuland.


Sanogo ha intanto convocato i politici e i rappresentanti della società civile ad una convention in programma per domani. “Le conclusioni di questo incontro dovranno essere accettate da tutti, in modo da mettere fine alle cosiderazioni politiche interne e a concentrarsi sulla sfida più grande, cioè sulla situazione di sicurezza nel nord e sull’integrità del nostro Paese”, ha dichiarato Sanogo, come riporta Voice of America. Il comandante ha inoltre annunciato che il deposto presidente Amadou Toumani Touré potrebbe essere giudicato per alto tradimento e cattiva condotta finanziaria.


I militari golpisti hanno deposto il capo di stato Turé dopo che il presidente era stato giudicato incapace di far fronte ai ribelli presenti nel nord del Paese. Il colpo di stato sembra però aver peggiorato la situazione tanto Timbouktu, città riconosciuta dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’Umanità, sarebbe ora nelle mani dei miliziani filo-islamici. Il golpe rischia inoltre di peggiorare la crisi umanitaria in corso nel nord del Paese e nel Sahel, dove la siccità ha colpito oltre 10 milioni di persone.
 

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