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Martedì, 23 Aprile 2024
Mali / Mali

Mali, annunciata l'indipendenza dell'Azawad

Dopo aver conquistato il nord del Paese, i ribelli tuareg hanno dichiarato la nascita di un proprio stato

L’ indipendenza dell’Azawad è stata dichiarata ufficialmente questa mattina. Forse qualcuno già se l’aspettava, dopo che i ribelli avevano conquistato il nord del Mali e Timbuktu, la città  riconosciuta dall’Unesco patrimonio dell’umanità e da sempre rivendicata dai tuareg come loro storica capitale. La dicharazione di indipendenza è stata pubblicata sul sito Internet del Mnla (Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad) firmata dal segretario generale Billal ag Acherif.


Hama ag Sid'Ahmed, responsabile delle relazioni esterne del Mnla, ha spiegato che è proprio l’illegittimità della giunta militare che si è insediata in Mali con un colpo di stato, che permette ai tuareg di poter portare avanti delle rivendicazioni sul territorio del nord.  “Anche se questa decisione può sembrare unilaterale, cioè è stata presa senza che vi siano state consultazioni con i cittadini delle tre regioni (Kidal, Gao e Timbuktu, ndr) ... ci troviamo nella stessa condizione di illegalità del capitano Sanogo, quindi non c’è ragione per cui non ci siano due entità non riconosciute all’interno del Mali”, si legge sul sito de Le Monde. “Inoltre potremmo sbarrare la strada al gruppo d’Yad, che predica un islam radicale”, ha aggiunto ag Sid’Ahmed.


Già nel 1960, anno dell’indipendenza del Mali, i tuareg aspiravano alla creazione di un proprio stato indipendente o di una regione autonoma nel territorio dell’Azawad. Il colpo di stato del generale Amadou Sanogo, che il 22 marzo ha rovesciato il presidente Amadou Toumani Turé, ha di fatto permesso ai ribelli del nord di poter conquistare i territori rivendicati, e questo nonostante che la giunta militare si fosse insediata proprio con l’obiettivo far fronte ai movimenti indipendentisti presenti nel Paese. Intanto il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha condannato il golpe, mentre i paesi della Cedeao (Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale, Ecowas in inglese) stanno dicutendo in questi giorni di eventuali misure da adottare per evitare una destabilizzazione dell’area.
 

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