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Martedì, 18 Gennaio 2022
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Madrid, disabili in piazza contro i tagli: "Siamo sull'orlo del collasso"

Migliaia di persone hanno manifestato contro i tagli alla sanità: "Abbiamo già poco, che non ci tolgano quel poco che abbiamo". Il Governo vuole risparmiare sette miliardi all'anno attraverso la riduzione dei fondi.

Quindicimila, secondo le stime di El Pais. Cinquantamila, secondo gli organizzatori. I disabili spagnoli sono scesi in piazza a Madrid, in prima fila nel corteo anche la pluricampionessa paraolimpica Teresa Perales. Protestano contro i tagli alla sanità a cui sta lavorando il governo conservatore di Rajoy.

L'obiettivo dell'esecutivo è risparmiare sette miliardi di euro all'anno attraverso la riduzione dei fondi e delle sovvenzioni alle Regioni, responsabili del bilancio. "Non possiamo essere noi e le nostre famiglie, una parte vulnerabile della società, a pagare per questa crisi così devastante". La manifestazione ha denunciato la "situazione insostenibile" per ii disabili in Spagna, dove secondo il Cermi (il Comitato spagnolo di rappresentanti delle persone svantaggiate) quasi 4 milioni di persone sono afflitte da patologie invalidanti su una popolazione di 47 milioni di abitanti.  

Cayo Luis Perez, presidente del Comitato Spagnolo dei disabili ha dichiarato: “Per la prima volta siamo scesi in piazza per far sapere ai politici che siamo sul serio sull’orlo del collasso”

"Non superare la crisi a spese dei più deboli", "Handicap SOS", gli slogan più ricorrenti nel corteo di ieri a Madrid. "Siamo soffocati: il nostro assegno di sostegno di 400 euro è passato a 300 euro si è lamentata la madre di una ragazza autistica, ricordando che per assistere la figlia non può lavorare. Pedro Bonilla, da Guadalajara, ha una figlia con paralisi cerebrale, e dice al Paìs "Il governo regionale della Castilla-La Mancha da un anno e mezzo non ci paga i prodotti ortopedici né i rimborsi per i viaggi dai dottori a Barcellona e a Madrid".

Un giovane disabile racconta: “Per venire a Madrid ho speso tanto per quelle che sono le mie possibilità economiche, ma volevo esserci. Il governo non può tagliare soldi e diritti proprio a noi. Abbiamo già poco, che non ci tolgano quel poco che abbiamo".


Domani è prevista una nuova mobilitazione dei lavoratori del settore: 75.000 dipendenti della sanità pubblica che dopo un primo sciopero di 48 ore la settimana scorsa, sono stati chiamati dalle loro organizzazioni a uno sciopero a oltranza.

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