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Venerdì, 21 Gennaio 2022
FRANCIA / Francia

Parigi in piazza contro le nozze gay, ma Hollande tira dritto

La manifestazione era stata indetta dalla destra e dai cattolici. Hollande è deciso a varare il progetto di legge che vuole introdurre nel Paese le nozze gay con diritto all'adozione

Una partecipazione imponente, lo ha dovuto ammettere lo stesso Francois Hollande.

Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza a Parigi contro la proposta di legge sull'introduzione delle nozze gay in Francia. Secondo gli organizzatori erano 800.000, mentre la polizia li quantifica a 300.000 al massimo. La cifra di 800.000 partecipanti è apparsa sui maxischermi installati sotto la Tour Eiffel. La manifestazione è partita da tre diversi punti della capitale e ha riempito le strade con un corteo di sei chilometri.

La manifestazione era stata indetta dalla destra e dai cattolici. Tra  i presenti, anche Jean-François Copé, neo presidente del principale partito di centrodestra, l'UMP, e diversi sindaci. "Questa legge porterà un cambiamento di civiltà che non vogliamo", dice Philippe Javaloyes, un'insegnante di letteratura. I portavoce della 'Manif pour tous', il corteo del no, hanno letto una lettera al presidente Hollande, chiedendogli di "sospendere un progetto di legge che divide i francesi". Nel mirino la proposta di legge di legalizzare i matrimoni gay e le adozioni tra coppie omosessuali in Francia.

Il presidente socialista andrà comunque avanti per la sua strada: è deciso a varare il progetto di legge che vuole introdurre nel Paese le nozze gay con diritto all'adozione, il cosiddetto "matrimonio per tutti". Secondo i sondaggi l'opinione pubblica francese è favorevole all'accordo sulle unioni gay (56%), ma il "no" alle adozioni è invece netto. Il presidente Hollande ha dato carta bianca al Parlamento per eventuali cambiamenti in corsa.

"Non sono preoccupato, perché ho fiducia nel buon senso dell'opinione pubblica - afferma il portavoce dei vescovi francesi, monsignor Bernard Podvin, intervistato alla Radio Vaticana -. La questione ha un forte impatto sui valori della società e le persone di buon senso sanno che la famiglia è una cosa che riguarda noi tutti, al di là dell'appartenenza o dei diversi orientamenti politici e religiosi; è ovvio che la Chiesa prenda una posizione esplicita: come potrebbe rimanere indifferente di fronte a questo movimento popolare?".

"Quando cosi tante persone scendono in piazza, significa che questa legge non è accettata da tutti", dice un manifestante, "Bisognerebbe per lo meno fare un referendum, per sapere cosa davvero ne pensa la gente".

Il quotidiano Le Monde, già lo scorso novembre, quando il Consiglio dei ministri varò la prima bozza della legge, aveva scritto: "Il governo ha sottovalutato l'ostilità di una parte dell'opinione pubblica al suo progetto di legge". 

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