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Sabato, 29 Gennaio 2022
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Bulgaria, tutti in piazza contro carovita e corruzione: non si fermano le proteste

Quello che colpisce è la composizione della marea umana che ieri è scesa in piazza a Sofia: sindacati di polizia, elettori del centrodestra e del centrosinistra, la classe media e quella operaia

In Bulgaria decine di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro la corruzione della classe politica e il carovita. I manifestanti hanno impedito a rappresentanti politici di unirsi a loro. Accusano tutti i partiti di aver ridotto sul lastrico la popolazione. Due persone si sono date fuoco a Varna e a Veliko Tarnovo, altre hanno bruciato le bollette dell'elettricità davanti ai comuni in molti paesi sparsi da nord a sud. Propria l'aumento delle bollette ha dato il là alle proteste.

La scorsa setttimana il governo conservatore di Boyko Borissov si è dimesso, aprendo la strada a elezioni anticipate, ma non è bastato a placare la furia dei bulgari. Quello che colpisce è la composizione della marea umana che ieri è scesa in piazza a Sofia: sindacati di polizia, elettori del centrodestra e del centrosinistra, la classe media e quella operaia: "Ora siamo il Paese più povero d’Europa. Solo perché in questi anni siamo stati derubati e non ci sono stati dati soldi. Quei pochi che sono arrivati ci sono stati tolti", spiega un manifestante. Una donna dice: "Nel governo dovrebbero esserci persone che si preoccupano davvero della Bulgaria. Dovrebbero preoccuparsi del Paese invece di pensare che le persone comuni debbano arrangiarsi".

Georgi Medarov sulla rivista New Perspectives spiega le ragioni della protesta: "Ci sono tre nemici: gli stranieri, i politici e i partiti". Gli stranieri sono tre compagnie (una ceca, una francese e una austriaca, la CEZ, l’Energo-Pro e la EVN) che gestiscono il mercato dell’energia elettrica da quando è stato privatizzato: negli ultimi nove anni hanno raddoppiato il prezzo delle bollette. La rabbia è rivolta anche verso i parlamentari e i partiti, che per i privilegi di cui godono sono l’emblema degli sprechi e della corruzione.

Il presidente Rossen Plevneliev ha rivolto un appello ai manifestanti: "Vi invito già dalla prossima settimana a lavorare insieme alle associazioni e ai sindacati per le cose importanti per il Paese. Grazie per le richieste che mi avete inoltrato. Dimostriamo di credere nei valori democratici e nel futuro della Bulgaria. Lavoreremo insieme. La presidenza è aperta".

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