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Lunedì, 23 Maggio 2022
L'incontro / Stati Uniti d'America

Draghi negli Usa: "La Russia non è invincibile, chiediamoci come costruire la pace"

Il premier ha incontrato il presidente Usa Biden. Al centro dei colloqui la strategia per fermare la guerra e portare a un accordo tra Mosca e Kiev

"Il percorso negoziale è molto difficile, ma il primo punto è come costruire questo percorso negoziale, deve essere una pace che vuole l'Ucraina, non una pace imposta da altri né tantomeno dagli alleati". Così il premier Mario Draghi, in conferenza stampa da Washington. Il premier ieri ha incontrato il presidente americano Biden alla Casa Bianca. Al centro dell'incontro la guerra tra Russia e Ucraina e l'impegno comune in difesa di Kiev e per fare cessare le ostilità. Oggi, 11 maggio, l'incontro di Draghi con la stampa.

Guerra Russia-Ucraina: le ultime notizie

Draghi ha subito sottolineato che l'incontro Stati Uniti-Italia non è stato fatto "per giudicarci a vicenda, ma per cercare di capire come andare avanti. Bisogna capire come costruire un tavolo negoziale tra le parti. Ringrazio Biden e l'amministrazione Usa per l'accoglienza splendida - ha detto -. L'incontro è andato molto bene, Biden ha ringraziato l'Italia, un partner forte, affidabile, un interlocutore credibile. Io ho ringraziato Biden per il ruolo di partnership che sta avendo in questa crisi" e di confronto "con tutti gli alleati. Siamo d'accordo sul sostegno all'Ucraina e sulle pressi su Mosca, ma occorre anche chiedersi come si costruisce la pace. Il percorso negoziale è difficile, il primo punto è come costruirlo".  

Tanti e diversi i temi affrontati dal premier nel corso dell'incontro con la stampa.

"La Russia non è invincibile"

Secondo il presidente del Consiglio "la guerra ha cambiato fisionomia, inizialmente era una guerra in cui si pensava ci fosse un Golia e un Davide, essenzialmente di difesa disperata che sembrava anche non riuscire, oggi il panorama è cambiato, si è completamente capovolto, certamente non c'è più un Golia, certamente quella che sembrava una potenza invincibile sul campo e con armi convenzionale si è dimostrata non invincibile". 

"Prima la pace, poi la ricostruzione"

"L'altra questione di cui abbiamo parlato e che ho presentato a Biden è la necessità di cominciare a pensare alla ricostruzione ucraina e chiaramente i Paesi europei come l'Italia non hanno risorse nel bilancio nazionale per partecipare: occorre che tutta l'Europa investa e faccia proprie queste sfide, che dia una risposta collettiva: l'Italia sicuramente farà la sua parte ma la deve fare con tutti gli altri", ha spiegato Draghi.

La Russia fuori dal G20?

"Da un lato saremo tutti tentati di non sederci allo stesso tavolo in cui si siede Putin. Dall'altro c'èil fatto che il resto del mondo è intorno a quel tavolo. E alzarsi significa abbandonare il resto del mondo". Questa la riflessione del premier Mario Draghi in merito alla partecipazione o meno della Russia al G20. Il tema è stato affrontato nel colloquio con Biden. "Alla luce della necessità di costruire un tavolo di pace - ha sottolineato Draghi - bisogna un po' riflettere. Anche perché deve essere una decisione presa da tutti noi europei. Ne parleremo al prossimo Consiglio europeo". 

I prezzi alle stelle

Draghi ha detto chiaramente di essere, così come il presidente Usa Joe Biden "insoddisfato" di "come funzionano le cose nel campo del petrolio, per quanto riguarda gli Stati Uniti, e del gas per quanto riguarda l'Europa. L'attuale funzionamento dei mercati non va, perché i prezzi non hanno alcuna relazione con la domanda e l'offerta, e questo già prima della guerra. Queste distorsioni in Europa sono molto forti".  Il premier ha poi ribadito che "l'Italia è molto attiva nel diminuire in prospettiva la dipendenza dal gas russo".

Quanto alla querelle del pagamento delle forniture in rubli, Draghi ha parlato di "area grigia". "Non ci sono pronunciamenti ufficiali su cosa significhi violare le sanzioni, se i pagamenti di gas in rubli violino le sanzioni o no". Ha però detto di essere "abbastanza fiducioso" che l'Italia sarà in grado di pagare il gas russo senza violare le sanzioni" a maggio, anche considerando che "il principale importatore di gas tedesco ha già pagato in rubli, la maggior parte degli importatori ha aperto conti in rubli".

La salute dell'economia

"Mi pare molto difficile - ha detto Draghi - che quest'anno possa esserci una recessione. Gli indicatori sono molto confusi", ma in "molti settori" il mercato non si è fermato ", ad esempio nel terziario, mentre nel manufatturiero, ad esempio, l'aumento del prezzo dell'energia inizia a sentirsi. E' ovvio che" la situazione "di incertezza è dannosa per la crescita ", e le decisioni assunte dalla Bce "estremamente importanti", così come è importante "la cautela" con cui vengono adottate dalla Banca centrale.

Le spese militari

"La Ue spende più di tre volte di quello che spende la Russia in campo militare, quindi c'è molta duplicazione, la prima cosa da fare è organizzare una conferenza tra tutti gli stati membri per razionalizzare la spesa militare", ha detto il premier Mario Draghi riferendosi all'autonomia strategica dell'Ue.

L'aiuto per chi scappa dalla guerra

Nelle parole del premier anche la conferma dell'impegno in favore dei rifugiati ucraini, che hanno raggiunto in Italia quota centoventimila. "Noi - ha ribadito - abbiamo stanziato 800 milioni per la loro accoglienza. I bambini vanno a scuola in Italia e c'è un importante sistema di accoglienza. La cosa più bella è l'accoglienza della gente, a tutti i livelli, delle istituzioni locali e delle famiglie. Molti rifugiati vogliono assolutamente tornare a casa. Non c'è una crisi, un'emergenza. Penso che siamo preparati" al flusso "perché abbiamo una grande esperienza di accoglienza". 

ù

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