Venerdì, 22 Ottobre 2021
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Il marò Latorre in Italia fino al 30 aprile

E' arrivata la sentenza della Corte suprema indiana. Esteso il permesso per il fuciliere della Marina italiana, concesso per le cure mediche dopo l'ictus che lo colpì nel 2014. Il governatore del Kerala ne aveva chiesto il rientro

ROMA - E' arrivata oggi l'attesa sentenza della Corte suprema indiana: i giudici hanno deciso l'estensione della permanenza in Italia del marò Massimiliano Latorre fino al 30 aprile.

La decisione riguardava il permesso sanitario concesso a Latorre nello scorso agosto per curare gli effetti dell'ictus che lo aveva colpito. Il permesso scade il 15 gennaio e il governo italiano si era impegnato in un primo momento a far rientrare il marò in India al termine del permesso. Ma nel frattempo il Tribunale Onu aveva deciso di avere titolo per occuparsi della questione, chiedendo ai due paesi di astenersi da ogni azione giudiziaria.

Poche ore prima della sentenza della Corte suprema indiana, il governatore dello stato di Kerala aveva chiesto di farlo tornare in India: "Chiederemo al primo ministro Narendra Modi di far tornare in India il fuciliere di Marina Massimiliano Latorre nei tempi previsti dalla sua licenza", aveva dichiarato il 'chief minister' (governatore) dello Stato meridionale del Kerala, Oommen Chandy.

Interpellato sulle dichiarazioni del presidente della Commissione Difesa del Senato Nicola Latorre secondo cui il fuciliere italiano non tornerà a New Delhi, Chandy ha sottolineato che Modi "deve intervenire in modo deciso". "I marò italiani - aveva aggiunto Chandy - hanno commesso un crimine in territorio indiano e quindi devono rispondere alle leggi indiane. Oggi stesso il Kerala chiederà al premier Modi di riportare il militare italiano in India".

IL CASO DEI DUE MARO' - L'incidente che ha coinvolto la petroliera italiana Enrica Lexie su cui viaggiava un team di sei fucilieri di Marina, e che riguarda la morte di due pescatori indiani, è avvenuto a 20,5 miglia nautiche al largo delle coste del Kerala. In un primo tempo le autorità keralesi hanno processato per questo i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ma successivamente la Corte Suprema ha stabilito che il Kerala non aveva i poteri per farlo e ha quindi trasferito il procedimento a New Delhi.

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