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Martedì, 25 Gennaio 2022
Caso marò / India

I marò restano in India: giudicati da un tribunale speciale

La Corte suprema indiana ha deciso che il giudizio su Massimiliano Latorre e Salvatore Girone spetta a un collegio di New Delhi. I due avranno libertà di movimento nel Paese

NEW DELHI - La Corte suprema indiana ha deciso che il giudizio sui due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trattenuti in India dallo scorso febbraio perché accusati di aver ucciso per errore due pescatori indiani in un'operazione antipirateria, debba essere trasferito a un tribunale speciale che sarà costituito a New Delhi.

Dopo aver precisato che il Kerala non aveva giurisdizione sul caso, la Corte ha stabilito quindi la creazione di tale tribunale in collaborazione col governo centrale.

Secondo la Corte suprema lo Stato indiano del Kerala "non aveva giurisdizione per intervenire nell'incidente che ha coinvolto i due marò, perché lo stesso era avvenuto fuori dalle acque territoriali indiane".

Grande soddisfazione da parte dell'avvocato Harish Salve, che guida il collegio di difesa dei marò. "Sono molto soddisfatto per la sentenza della Corte suprema", ha detto.

I giudici, ha aggiunto il legale, "hanno escluso il Kerala dal processo e ora la questione sarà esaminata a New Delhi". Salve ha infine reso noto che la corte emetterà un ordine di trasferimento dei marò da Kochi alla capitale indiana. Una volta giunti a New Delhi, i marò avranno libertà di movimento in tutta l'India.

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