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Venerdì, 12 Aprile 2024
La storia

Masha e il disegno contro la guerra: la piccola internata dal primo di marzo

Il disegno antimilitarista rischia di portarle via il padre e di farla rimanere in un orfanotrofio

"No alla guerra" e "Gloria all’Ucraina" in mezzo alle bandiere della Russia e del Paese invaso da Putin . È questo il disegno "incriminato" di Masha Moskalev, bambina russa di 12 anni residente a Efremov, che le sta costando la permanenza forzata in un "centro di riabilitazione" e la separazione da suo padre. 

Il fatto risale all’anno scorso, nella regione di Tula, durante una lezione di arte. L’insegnate ha chiesto agli studenti di mostrare sostegno all’esercito russo impegnato nell’invasione in Ucraina attraverso un disegno, ma Masha ha deciso di farne uno antimilitarista. Denunciati alle autorità, sia lei che il padre, Alexei Moskalev, sono stati interrogati e accusati del reato di "fake news sull’esercito russo". In particolare, il padre, divorziato dalla madre e unico genitore di Masha, è stato accusato di "educare male la bambina". Ora è stato aperto un processo per questo caso e il padre rischia di perdere l'affido della bambina. Padre e figlia dopo l’accaduto hanno deciso di lasciare la città e trasferirsi per evitare la polizia federale, ma è stato tutto inutile. 

Il padre, infatti, è stato arrestato il primo di marzo a Yefremov e ora si trova agli arresti domiciliari, mentre di Masha non si sa nulla sempre dalla stessa data. Nelle ultime ore, secondo il quotidiano indipendente russo Meduza, è stata fissata un’udienza per il 15 marzo al tribunale di Tula per togliere la patria podestà sulla figlia. L'ultima notizia è che la dodicenne è stata mandata in un “centro di riabilitazione”, da cui doveva essere rilasciata, ma al momento le autorità non sembrano disposte a farlo. Le notizie su Masha e sul padre sono rese note dall'avvocato del padre  -  Maria Kuznetsova - attraverso OVD-Info, progetto mediatico russo indipendente che tutela i diritti umani. Tramite i canali Telegram l'organizzazione sta informando dall'anno scorso sulla situazione dei due familiari e continuano a denunciare la fatica nel riuscire ad avere notizie sulla bambina: "La direzione del centro e il suo direttore non ci danno alcuna informazione su di lei, ignorano tutte le richieste e ci dicono di smettere di scrivere su Masha Moskalev". 

Nel caso in cui il papà della bambina perdesse la patria podestà, la piccola resterebbe nella struttura governativa. Gli attivisti di OVD-Info hanno chiesto "di andare all'udienza del 15 marzo e di inondare (l'ufficio ndr) di denunce", dal momento che Masha Moskalev è detenuta lì "contro la sua volontà e senza una decisione del tribunale".

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