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Lunedì, 20 Maggio 2024
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Il Parlamento tedesco vota sulle nozze gay: l'Italia è l'unica grande nazione senza una legge

Il Bundestag voterà probabilmente a favore del progetto di legge che istituisce anche in Germania il matrimonio omosessuale. L'Italia rimane così l'ultima grande nazione Ue a non consentire le nozze gay

Il parlamento tedesco voterà venerdì su un progetto di legge che istituisce il matrimonio omosessuale. Con il possibile sì del Bundestag, la Germania si aggiungerebbe alla lista dei grandi paesi occidentali che permettono i matrimoni gay, lasciando l'Italia ancora più sola da questo punto di vista. II matrimonio gay è infatti già legale in una ventina di paesi in tutto il mondo e 13 si trovano in Europa: Olanda, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Danimarca, Francia, Regno Unito (esclusa Irlanda del Nord), Lussemburgo, Irlanda e Filandia. In altri Paesi europei vige l’unione civile per gli omosessuali: Danimarca, dal 1989, Germania (2001), Ungheria, Repubblica ceca, Austria, Croazia, Grecia, Cipro, Malta, Svizzera e, dal 2016, Italia. L’Estonia è stato il primo Paese dell’ex blocco sovietico a legalizzare l’unione civile. La maggior parte dei Paesi dell’Est Europa (Bulgaria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia) non hanno riconosciuto nè le unioni civili nè il matrimonio agli omosessuali. Nel dicembre del 2015 la Slovenia ha votato in un referendum contro il matrimonio omosessuale.

Secondo lo Spiegel, vi è la certezza di una maggioranza a favore del matrimonio omosessuale nel Bundestag: infatti oltre ai voti dei deputati dell’Spd, sono certi quelle della sinistra della Linke e dei Verdi. Il gruppo conservatore, l’Unione Cdu/Csu, ieri ha deciso, anche dopo un’indicazione in tal senso da parte della cancelliera Angela Merkel, di non fornire indicazioni di voto ai proprio deputati ma di lasciare libertà di voto in base alla coscienza individuale.

Finora Merkel e il suo partito avevano opposto una ferma chiusura alla legalizzazione dei matrimoni gay. Le sue dichiarazioni ora aprono nuovi scenari, soprattutto politici, in vista delle elezioni parlamentari tedesche il prossimo settembre: diversi giornali locali ipotizzano che il voltafaccia della CDU sia dovuto infatti alla necessità di doversi trovare nella posizione di stringere accordi con altre forze politiche e intercettare il crescente consenso nel paese verso il sì ai matrimoni gay. 

Il capogruppo dei socialdemocratici, Thomas Oppermann, ha annunciato di voler chiedere un voto palese, per chiamata nominale, così che gli elettori sappiano chiaramente quali deputati hanno votato contro e quali a favore: “Per l’Unione questo sarà un problema gigantesco”, ha dichiarato alla Zdf, la seconda rete televisiva pubblica tedesca.
 

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