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Sabato, 27 Novembre 2021
USA / Stati Uniti d'America

"Medici complici di torture a Guantanamo e prigioni della Cia"

"Il ministero della Difesa e la Cia hanno approfittato abusivamente dei professionisti della Sanità che hanno collaborato a operazioni di estorsione di informazioni e sulla sicurezza, infliggendo sofferenze gravi ai detenuti", si legge nello studio

Medici e professionisti della Sanità statunitense si sono resi complici di maltrattamenti nelle prigioni del Pentagono e della Cia, dove sono stati compiuti abusi sui detenuti: è questa la conclusione di uno studio indipendente, pubblicato oggi e condotto da venti esperti per circa due anni. Dura la reazione del dipartimento alla Difesa e dell'Agenzia centrale di intelligence: il primo ha definito i risultati del rapporto "assurdi", la seconda ha parlato di conclusioni "erronee".

Lo studio, dal titolo "L'etica abbandonata: professionalità medica e abusi sui detenuti nella guerra contro il terrorismo", reclama un'inchiesta della Commissione sui Servizi segreti del Senato Usa. "Il ministero della Difesa e la Cia hanno approfittato abusivamente dei professionisti della Sanità che hanno collaborato a operazioni di estorsione di informazioni e sulla sicurezza, infliggendo sofferenze gravi ai detenuti", si legge nello studio.

Tra queste pratiche, lo studio individua "il concepimento, la partecipazione e l'applicazione di torture e trattamenti crudeli, inumani e degradanti" sui detenuti nelle prigioni americane in Afghanistan, a Guantanamo o nei siti segreti della Cia. "A nome della sicurezza nazionale (...) i medici sono stati trasformati in agenti dei servizi segreti", ha spiegato il dottor Gerald Thomson, professore di medicina all'università di Columbia.


Da parte sua, la Cia ha stimato che questo rapporto "contiene inesattezze gravi e conclusioni erronee". "E' importante sottolineare che la Cia non ha più prigionieri e che il presidente Obama ha messo fine al programma di detenzione e di interrogatorio con un decreto del 2009", ha dichiarato il direttore della comunicazione dell'agenzia di intelligence, Dean Boyd.

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