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Martedì, 5 Marzo 2024
La visita storica / Ucraina

Meloni a Kiev: "Italia salda nel sostegno all'Ucraina", Zelensky la gela: "A Berlusconi non hanno mai bombardato la casa"

La presidente del Consiglio parla dall'Ucraina, dove ha incontrato il presidente Zelensky. I due leader rispondono alle domande dei cronisti, ma sulla premier pesa il "fantasma" del leader di Forza Italia

La lunga giornata in Ucraina della premier Giorgia Meloni oggi 21 febbraio 2023, a quasi un anno dall'invasione russa, si chiude con un punto stampa congiunto col presidente ucraino Zelensky e con una chiara dichiarazione d'intenti: "L'Italia non tentenna e non tentennerà nel sostegno all'Ucraina". Meloni rassicura il popolo ucraino sì, ma anche gli alleati della Nato. Deve farlo, su di lei si allunga l'ombra di quella parte del suo governo che ha un'amicizia  - mai negata e adesso più scomoda che mai - con Putin.

Zelensky, Meloni e l'ombra di Berlusconi

Il "fantasma" di Berlusconi pesa su Meloni. A tirare in ballo il leader di Forza Italia è lo stesso Zelensky. Il presidente ucraino risponde alle domande dei giornalisti e lancia una stilettata precisa. "I diversi leader hanno diritto di pensiero, il vero problema è l'approccio della società italiana che a quei leader hanno dato un mandato. Io credo che la casa di Berlusconi non sia mai stata bombardata dai missili, mai siano arrivati con i carri armati nel giardino di casa sua, nessuno ha ammazzato i suoi parenti, non ha mai dovuto fare la valigia alle 3 di notte per scappare o la moglie ha dovuto cercare da mangiare e tutto questo per amore dei fratelli russi". "Io auguro pace a tutte le famiglie italiane, anche a chi non sostiene l'Ucraina, ma la nostra è una grande tragedia che va capita. Voglio che vengano qui a vedere con i propri occhi, vedano la scia di sangue che hanno lasciato", rimarca Zelensky.

Meloni dal canto suo replica tentando di schivare la polemica. "Per la maggioranza che sostiene il Governo ci sono stati sempre tutti e confido che continui a essere così. Per me valgono i fatti e i fatti dicono che qualsiasi cosa si dovesse votare in questi mesi per difendere l'Ucraina i partiti di maggioranza che sostengono il Governo l'hanno votata. Nei fatti la coalizione è stata compatta, c'è un programma sottoscritto da tutti che sostiene l'Ucraina. I partiti nei fatti hanno sempre sostenuto l'Ucraina". 

Meloni sottolinea che il sostegno all'Ucraina "era nel programma" elettorale del centrodestra "firmato da tutti i partiti della maggioranza. Confido - conclude - che siamo tutti molto rispettosi del programma sul quale i cittadini ci hanno votato".

Meloni a Kiev: "Onorata di essere qui, è diverso vedere a caldo le vite distrutte"

meloni e zelensky

Meloni: "Reazione ucraina all'invasione è stata eroica"

Meloni in mattinata ha visitato la Chiesa Ortodossa di Sant'Andrea di Bucha e i luoghi più colpiti dai bombardamenti della città di Irpin. "È passato quasi un anno dal giorno che ha riportato le lancette della storia indietro di qualche decennio, l'invasione sarebbe dovuta durare qualche giorno ma non è andata così perché è stata sottovalutata l'eroica reazione di una nazione disposta a tutto per difendere la sua libertà, la sua identità e la sua sovranità", dice la premier Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni congiunte con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

"In Italia - aggiunge Meloni - il dopoguerra è stato un periodo di crescita e sviluppo tanto che si è parlato di miracolo italiano, sono certa che tra qualche anno potremo parlare di miracolo ucraino: questo è l'impegno che a nome dell'Italia prendo nei confronti dell'Ucraina. Il mondo libero è con voi, vi siamo debitori e non vi dimenticheremo".

La questione armi a Kiev

Meloni taglia corto invece quando si parla del possibile invio di caccia a Kiev? "Quando c'è un aggredito tutte le armi sono difensive. Al momento - dice - non c'è sul tavolo l'invio di aerei, è una decisione da prendere con i partner internazionali. Ci siamo concentrati su sistemi di difesa antiaerea Samp-T, Spada, Skyguard. La priorità è difendere infrastrutture e cittadini". 

Meloni si improvvisa traduttrice e ironizza: "Presidente operaio"

Un improvviso blackout interrompe per pochi secondi la conferenza stampa congiunta di Meloni e Zelensky. Al ritorno della luce, in mancanza della tradizione simultanea, la premier traduce in inglese la domanda di un giornalista e aggiunge scherzando: "Presidente operaio...".

Ad aprile una conferenza sulla ricostruzione

Meloni riporta poi alla stampa i temi affrontati nel corso dell'incontro con Zelensky: "Abbiamo parlato molto del tema della ricostruzione, non solo al termine della guerra, ricostruire ora un palazzo distrutto è un segno di speranza, vuol dire scommettere sull'ucraina. L'Italia lavora a una conferenza sulla ricostruzione da tenersi in aprile. Serve un cambio di passo, bisogna lavorare da adesso, penso che l'Italia possa recitare un ruolo da protagonista con le sue eccellenze strategiche".

Il futuro passa anche dall'Expo. "Voi sapete  - dice Meloni - che sia Roma che Odessa sono candidate per l'Expo 2030. Io penso che sarebbe un segnale straordinario, soprattutto in questa fase, che l'Expo tornasse in Europa, che sia Roma o che sia Odessa. Provare a ragionare come lavorare insieme anche su questa scadenza credo che sarebbe un bel segnale europeo, per due città europee che partecipano, un altro bel segnale anche di come crediamo che le cose andranno bene domani".

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