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Domenica, 5 Dicembre 2021
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Datagate, Merkel spiata dal 2002

Nuove rivelazioni dalla Germania sul caso che imbarazza l'America di Obama. Ne parla il settimanale Spiegel online: "80 centri di spionaggio Usa in Europa, uno anche a Roma"

ROMA - Mentre nel mondo si riapre il dibattito sulla riservatezza e sulla legittimità delle intercettazioni, nuove rivelazioni sul caso Datagate coinvolgono le superpotenze mondiali e mettono in imbarazzo Barack Obama.

La bomba la lancia il settimanale tedesco Spiegel online: il cellulare di Angela Merkel sarebbe compreso dal 2002 in una lista dell'agenzia di intelligence americana Nsa.

In sostanza, secondo il settimanale la cancelliera tedesca fu spiata dalla National Security Agency dal 2002 e fino a poco prima del suo incontro con il presidente Usa, Barack Obama, nel giugno scorso. Lo Spiegel online rivela anche che nel 2010 gli Stati Uniti possedevano circa 80 centri di spionaggio in Europa, comuni a Cia e Nsa, di cui uno a Roma. Le novità emergono da documenti di Edward Snowden, la "talpa" del Datagate.

Secondo il settimanale tedesco, i centri oltre che in Germania, a Berlino e Francoforte, erano in totale 19 in Europa e 80 nel mondo. Proprio da quello di Berlino, nell'ambasciata americana sulla Pariser Platz, avveniva lo spionaggio delle conversazioni della cancelliera. Der Spiegel cita anche città europee come Parigi, Madrid, Praga e Ginevra. Durante il colloquio telefonico tra Obama e la Merkel dei giorni scorsi, il presidente degli Stati Uniti si sarebbe difeso ribadendo di non sapere che la cancelliera fosse intercettata dai servizi Usa, altrimenti avrebbe chiesto di interrompere immediatamente le operazioni.

Intanto, negli Usa, l'ex segretario di Stato americano, Hillary Clinton, si smarca da Barack Obama e dice: "Non si è ancora fatta piena chiarezza sull'accaduto. Alle accuse e ai sospetti dei nostri alleati non abbiamo risposto in modo adeguato, fornendo i dettagli necessari". E, pur non citando mai il presidente Usa, critica duramente il modo in cui l'amministrazione ha trattato lo scandalo che travolge da mesi la National Security Agency. E mentre Washington pensa a come fronteggiare la situazione, la mobilitazione di Germania e Brasile ha trovato terreno fertile alle Nazioni Unite dove altri 19 Paesi stanno lavorando con Berlino e Brasilia ad una bozza di risoluzione dell'Assemblea Generale che stabilisca maggiori diritti alla privacy su internet. La spinta segna il primo grande sforzo internazionale per limitare le intrusioni della National Security Agency nelle comunicazioni.

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