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Domenica, 16 Giugno 2024
MESSICO / Messico

Messico, guerra al narcotraffico: arrestato figlio di 'El Chapo'

Jesus Alfredo Guzman, detto 'El Gordo', è uno degli uomini chiave del cartello di Sinaloa. L'organizzazione criminale gestisce il traffico di droga verso gli Stati Uniti

A meno di dieci giorni dalle elezioni presidenziali in Messico, le autorità hanno effettuato un arresto eccellente nel corso delle operazione per la lotta al narcotraffico. A trovarsi in manette è stato Jesus Guzman Salazar, detto 'El Gordo', figlio del più famoso Joaquin 'El Chapo', capo del cartello di Sinaloa

Secondo un portavoce della Marina, Jose Luis Vergara, il giovane 26enne sarebbe una delle personalità di spicco all'interno dell'organizzazione criminale. “Controllava la maggior parte del traffico di droga del cartello di Sinaloa tra il Messico e gli Stati Uniti”, ha dichiarato Vergara ai media, come riporta la Bbc. 'El Gordo' sarebbe inoltre stato incaricato di amministrare la fortuna milionaria del padre, citato anche dalla rivista Forbes come uno degli uomini più ricchi del mondo

Sul ragazzo pende inoltre un mandato di cattura ed una richiesta di estradizione rilasciati dallo stato dell'Illinois proprio a causa del suo coinvogimento nel traffico di droga tra Messico e Stati Uniti, come riferisce il giornale locale Proceso. Lo stesso dipartimento del Tesoro di Washington ha riconosciuto Gordo e sua madre, Maria Alejandrina Salazar Hernandes, come due figure chiave del cartello di Sinaloa.  

Jesus Guzman è stato trasferito a Città del Messico, dopo essere stato arrestato a Zapopan, località dello stato di Jalisco, ma non si esclude che possa essere processato negli Stati Uniti. Le autorità erano risucite ad arrestare suo padre, detto  El Chapo, nel 1993, ma l'uomo era fuggito dal carcere di massima sicurezza nel 2001, nascondendosi in un cesto della biancheria. 

Il cartello di Sinaloa gestisce il traffico di cocaina, marijuana e metanfetamine diretto negli Stati Uniti. La lotta tra le organizzazioni criminali per conquistare il monopolio del mercato della droga è diventata una vera e propria guerra. Dal 2006 sono più di 55mila le persone che hanno perso la vita.

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