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Sabato, 4 Febbraio 2023
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"I mezzi italiani bruciano in Ucraina": il video dell'ambasciata russa

Post provocatorio dell'ambascaiata russa in Italia mentre la Camera approva il sesto pacchetto di aiuti all'Ucraina: il video

L'Ambasciata russa ha diffuso un video sui propri social in cui si vedono dei mezzi italiani bruciare in Ucraina. Come accaduto in passato, i post hanno un tempismo singolare e arrivano quando altrove si discute di temi inerenti la guerra. Il profilo dell'Ambasciata russa in Italia ha infatti pubblicato il video proprio mentre la Camera dei Deputati approvava il Dl Ucraina, convertendolo in legge: così l'Italia continuerà ad inviare armi all'Ucraina per tutto il 2023. Proprio in quei momenti, l'ambasciata russa pubblicava un video sui proprio canali social ufficiali.

Secondo l'ambasciata russa quelli in video sarebbero mezzi militari italiani, proprio nella zona di Soledar in cui i russi stanno guadagnando terreno negli ultimi giorni. "Per i militari russi che hanno girato questo video, non fa differenza quali mezzi militari italiani stiano bruciando nei pressi di Soledar: Iveco 4x4 o MLS Shield. Bruciano più o meno nello stesso modo".

"Fake news". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato il post dell'ambasciata russa in Italia su mezzi italiani in fiamme in Ucraina. Nel corso di una conferenza stampa a Trieste al termine della conferenza sui Balcani, Tajani ha sottolineato che "Abbiamo già risposto sulle fake news, le abbiamo respinte al mittente". Non è la prima volta che l'ambasciata russa pubblica dei post provocatori sui mezzi forniti dall'Italia all'Ucraina.

Il precedente: il blindato italiano distrutto che "costa ai contribuenti"

I profili social dell'ambasciata russa non sono nuovi a post provocatori di questo tipo. "I contribuenti italiani sono felici per come vengono spesi i loro soldi?", si chiedeva sempre l'ambasciata russa in Italia a novembre scorso. 

Blindato italiano in Ucraina, l'ambasciata russa sbaglia modello e marca-2

"Made in Italy. L'auto blindata Lince Mlv consegnata all'esercito ucraino vicino ad Artiomovsk (Bakhmut)", si leggeva nella didascalia del post. L’immagine postata dall'ambasciata russa mostra davvero un veicolo blindato di produzione italiana. Ma non si tratta di un Lince, realizzato dall’italiana Iveco per l'esercito e donato a Kiev dal governo Draghi.

Quello nella foto è un blindato costruito da Tekne, una piccola azienda di Ortona, in provincia di Chieti, che ha una storia diversa: era stato acquistato con fondi della fondazione gestita dall’ex presidente ucraino Petro Poroshenko, il predecessore di Zelensky.

Per dimostrare il suo contributo alla resistenza, nella primavera del 2022 Poroshenko aveva ordinato alla Tekne undici Mls Shield. A luglio ha poi voluto essere presente in Italia per la consegna, documentata da un video. Il costo: circa due milioni di euro, sborsati integralmente dalla fondazione del politico ucraino. Nel post sul suo canale YouTube, Poroshenko ringrazia "il governo italiano, il primo ministro Mario Draghi, che ha preso una decisione molto importante per concedere all'Ucraina lo status di candidato all'adesione all'Ue e fornirci armi".

Dunque, i veicoli non sono costati nulla ai contribuenti italiani, contrariamente a quanto detto dall'Ambasciata. Oltre l'errore evidente, il tempismo del post dell'ambasciata è stato uguale all'ultimo: anche in quei giorni il Parlamento discuteva su nuovi aiuti militari da destinare all’Ucraina. 

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