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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Migranti, l'Austria blinda le frontiere: ecco cosa cambierà

Il parlamento di Vienna ha adottato, con 98 voti favorevoli e 67 contrari, il nuovo testo - uno dei più rigidi d'Europa - che limita a tre anni il diritto di asilo dal momento della concessione e prevede la possibilità di dichiarare lo "stato d'emergenza" migratoria durante il quale i migranti saranno bloccati alle frontiere

L'Austria inasprisce la legge sul diritto d'asilo nel timore di un'invasione di profughi. Il parlamento di Vienna ha adottato, con 98 voti favorevoli e 67 contrari, il nuovo testo - uno dei più rigidi d'Europa - che limita a tre anni il diritto di asilo dal momento della concessione e prevede la possibilità di dichiarare lo "stato d'emergenza" migratoria durante il quale i migranti saranno bloccati alle frontiere senza neppure poter formulare una domanda di asilo.

"Non possiamo accogliere tutte le miserie del mondo", aveva spiegato il ministro dell'Interno Wolfgang Sobotka, assicurando che Vienna non agirà "per piacere", "ma perché gli altri paesi non stanno facendo il loro lavoro" sul controlli dei migranti. Il progetto di legge adottato dal Parlamento prevede, in particolare, che la richiesta di un richiedente asilo per avviare la procedura potrà essere rifiutata già al confine e il migrante rispedito nello stato confinante. Saranno contemplate eccezioni solo per coloro che hanno parenti stretti residenti in Austria o per coloro che rischiano torture o trattamenti disumani nei paesi in cui verranno rinviati.

Per congedare il decreto in tempi rapidi è stata prevista la procedura d'urgenza, senza perizie di esperti esterni. Lo stato di emergenza subentra quando "l'ordine pubblico o la sicurezza interna" non può essere più garantita a causa dell'alto numero di rifugiati. Può essere dichiarato la prima volta per sei mesi e poi rinnovato fino a un massimo di due anni. La grande coalizione (tra socialdemocratici e popolari) al governo in Austria ha stabilito che quest'anno non potranno essere accolti più di 37.500 rifugiati, dopo che l'anno scorso ne era stato accolto un numero record di 90.000. Questa politica - scrive il quotidiano tedesco Welt - avrà certamente ripercussione sulla libertà di viaggio all'interno dell'Ue: al Brennero, principale valico tra Austria e Italia, si tornerà con tutta probabilità ad introdurre i controlli di frontiera. Ogni anno varcano questo passaggio circa 6 milioni di auto e 2 milioni di camion.

La "marcia per la libertà di movimento" al Brennero (Foto Facebook)

Intanto, forte del successo ottenuto al primo turno delle presidenziali in Austria, il candidato del partito della Libertà (Fpoe) Norber Hofer ha spiegato che finché le frontiere esterne della zona Schengen non funzioneranno, occorrerà "mettere in sicurezza" i confini nazionali. "Spero che sia solo una misura temporanea e di poter arrivare in fretta ad una situazione in cui l'area di Schengen sia sicura", ha detto al Corriere della Sera. "Se l'Italia non ce la fa da sola, dobbiamo rafforzare Frontex, le devono essere dati gli uomini necessari. Ma senza questa messa in sicurezza diventa impossibile aprire i confini interni all'Europa", ha aggiunto Hofer, che al ballottaggio del 22 maggio potrebbe diventare il nuovo presidente austriaco.

Nel frattempo, le forze dell'ordine di Italia, Austria e Germania, i cui rappresentanti si sono incontrati al Brennero per discutere le misure per la sicurezza, hanno deciso che alla frontiera saranno istituite quattro corsie autostradali con un limite di velocità di 30 chilometri orari per assicurare controlli più puntuali. Le corsie saranno separate. I tir verranno convogliati in direzione diversa da quella delle auto ed i veicoli sospetti saranno deviate verso specifiche aree di sosta. Sarà monitorata anche la statale, come lo è già la ferrovia, che, in futuro, potrebbe registrare la presenza delle pattuglie trilaterali sui treni, fin da Fortezza, in provincia di Bolzano, come sollecitato da Vienna ma che Roma non accetta. Nel caso permanesse il rifiuto italiano, al Brennero sarebbe eretto un recinto di 370 metri, a destra e a sinistra dell'asse viario, e quindi anche sui primi dorsali montani.

Migranti © Infophoto

In un'intervista rilasciata al quotidiano austriaco Die Presse, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha detto di comprendere la preoccupazione del governo austriaco e di apprezzare l'impegno dell'Austria per accogliere un così alto numero di richiedenti asilo, ma - ha spiegato - "siamo ben lontani da un'invasione". "Non abbiamo bisogno di decisioni unilaterali", ha sottolineato Gentiloni ricordando che l'Austria e l'Italia sono parte "di una comunità più grande, che si chiama Unione europea". "Noi abbiamo adempiuto ai nostri doveri: tutti gli hotspot sono attivi e secondo la Commissione Ue il 100% dei profughi che arrivano in Italia vengono registrati. Ci aspettiamo che anche gli altri Stati facciano altrettanto", ha sottolineato Gentiloni.

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