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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Migranti

Crisi migranti, la proposta dell'Ue: "Polizia comune sui confini"

I governi dei vari Stati membri sono d'accordo: per affrontare la crisi migratoria serve una polizia di frontiera europea, sia via mare che via terra. Intanto dall'Italia sono partiti i primi richiedenti asilo da "ricollocare": destinazione Svezia

Su una cosa i governi europei concordano: c'è la necessità di creare una polizia di frontiera comune, via mare e via terra, che aiuti le forze nazionali a controllare i confini per gestire i flussi migrantori. A mettere in piedi quella che potrebbe essere la prima "polizia europea" sarà Frontex. Questo è il risultato emerso dalla riunione dei ministri dell'Interno dei paesi membri, che si è tenuta nel Lussemburgo. In più si cercherà di facilitare i rimpatri per chi non ha diritto di asilo. Tutto verrà presentato a dicembre a Bruxelles in Commissione europea. 

"Se non si rende più efficace il controllo delle frontiere esterne c'è l'enorme rischio che Schengen non sopravviva" ha spiegato Jean Asselborn, vice premier lussemburghese. In poche parole i confini della Ue vanno pattugliati insieme in modo che non succeda più che qualche singolo governo decida di chiuderle, vanificando il lavoro di vent'anni di trattato. 

Il dramma dei migranti in Ungheria | Foto Infophoto

Controlli più efficienti sui confini esterni, hotspot per identificare i nuovi arrivati, rimpatri più rapidi di coloro che non hanno diritto allo status di rifugiato e redistribuzione (Bruxelles cercherà di renderla permanente nel 2016 modificando il trattato di Dublino) degli asilanti tra i paesi europei. C'è già la prima proposta francese su quale sarà effettivamente il lavoro delle "guardie di frontiera": ogni paese dovrà mettere a disposizione di Frontex mezzi e uomini, in modo che quei governi che si ritrovano a dover gestire un'emergenza potranno chiede aiuto a Bruxelles e ricevere sul proprio territorio le pattuglie. Così le guardie Ue dovranno essere in grado di operare sempre su richiesta del governo locale ma autonomamente rispetto alle sue forze di polizia.

Intanto sono partiti dall'aeroporto romano di Ciampino i primi richiedenti asilo da ricollocare: sono 19 e la loro destinazione è la Svezia. I migranti sono stati accompagnati dai mediatori culturali della Croce Rossa italiana di Roma e dagli operatori dell’Unhcr (Alto Commissariato Onu per i rifugiati). A salutare i 19 eritrei c’erano il ministro dell’Interno Angelino Alfano con il capo della polizia Alessandro Pansa, il commissario europeo per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos il mistro degli esteri e degli affari europei del Lussemburgo, Jean Asselborn. Destinazione del volo la località di Lulea, quasi al nord della Svezia.

I migranti in protesta a Budapest | Foto da Infophoto

Altri 100 migranti sono pronti a partire dall’Italia per essere ricollocati in paesi europei, tra cui Germania e Olanda, che hanno dato la disponibilità al ricollocamento e in due anni saranno 40 mila. Così ha spiegato Alfano durante la conferenza stampa tenuta nell’hangar dei vigili del fuoco dall’aeroporto di Roma. Gli ulteriori 100 partiranno nel giro di qualche settimana, e poi via via secondo un calendario in parte già approntato e in parte da definire a seconda del susseguirsi delle disponibilità alla ricollocazione da parte degli altri paesi europei.  

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