Sabato, 16 Ottobre 2021
La crisi umanitaria / Stati Uniti d'America

I migranti fermati e frustati dalla polizia di frontiera

Sono oltre 10mila i migranti che stanno provando a passare la frontiera con gli Stati Uniti. Hanno creato una sorta di campo profughi al confine con il Messico

Le immagini delle ultime ore, che ritraggono un agente della polizia di frontiera texana mentre frusta i migranti (o almeno prova ad allontanarli utilizzando il frustino) che provano a passare il confine, rappresentano solo la punta dell'iceberg di un'emergenza umanitaria che si sta consumando alle porte degli Stati Uniti. A Del Rio, in Texas, al confine con il Messico, si è creato un vero e proprio campo profughi a cielo aperto con migliaia di persone che quotidianamente provano ad arrivare negli Stati Uniti. Secondo alcune stime sarebbero circa 10mila ma potrebbero arrivare addirittura a 15mila, le persone "stipate" all'interno di un campo profughi improvvisato al confine con il Messico. Proprio dopo aver attraversato il Messico, sono migliaia i migranti che stanno tentando di passare il confine statunitense. La maggior parte di loro provengono da Haiti ma alcuni anche dal Nicaragua, da Cuba e dal Venezuela. Il loro viaggio ha come ultima tappa quella del Rio Grande che, una volta attraversato li pone nell'area che unisce la città texana con quella messicana di Ciudad Acuna.

L'amministrazione Biden e l'immigrazione 

I video e le foto raccolte dai giornalisti che stanno presidiando la frontiera da giorni, in realtà hanno fatto molto scalpore anche perché contemporanee all'arrivo di Joe Biden all'assemblea generale delle Nazioni Unite. La politica di respingimenti di Biden è tutt'altro che lontana da quella del suo predecessore Donald Trump. Da una parte sono arrivate le reazioni indignate di alcuni membri dell'amministrazione americana ma dall'altra viene spinto sull'acceleratore dei respingimenti. "Immagini orribili da vedere - ha commentato la portavoce alla Casa Bianca, Jen Psaki -. Penso che nessuno che abbia visto quelle immagini pensi sia accettabile o appropriato", ha commentato.

A fare da contraltare alle sue parole, però, ci sono quelle del segretario della Sicurezza Interna, Alejandro Mayorkas che sono tutt'altro che concilianti nei confronti dei migranti. Mayorkas ha comunicato ai migranti haitiani senza mezze misure che "il loro viaggio non andrà a buon fine". Gli Stati Uniti sono in contatto con il governo haitiano e anche alle autorità del posto hanno comunicato che accelereranno con le espulsioni. Sono state infatti aumentati gli aerei necessari per rimpatriare i migranti arrivati illegalmente negli Stati Uniti. "La migrazione illegale pone gravi rischi ai migranti e alle loro famiglie. Ho parlato con il premier di Haiti, Ariel Henry, sul rimpatrio dei migranti haitiani al confine e sulle difficoltà della migrazione irregolare" ha fatto sapere il segretario di Stato, Anthony Blinken, anch'egli intervenuto sulla vicenda che sta mettendo in imbarazzo l'amministrazione.

Mayorkas: il figlio di rifugiati che caccia i migranti

La scelta di Mayorkas, figlio di migranti cubani e di religione ebrea, sembrava segnare un nuovo inizio rispetto alle politiche migratorie dopo l'esperienza di governo di Trump. I fatti stanno dimostrando l'esatto contrario. Sfruttando l'emergenza sanitaria, gli Stati Uniti stanno rimpatriando con estrema facilità tutti i migranti che riescono a passare il confine o che stazionano nell'area. Mayorkas ha annunciato che sono stati trasferiti circa 3500 migranti dal centro di Del Rio ad altri centri di identificazione ed espulsione e il suo obiettivo è quello di portarne via altri tremila per poi rimpatriarli con estrema rapidità.

La maggior parte dei migranti viene espulsa in base al Titolo 42, l'ordine sanitario pandemico emesso dai "Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie" lo scorso anno per espellere rapidamente i migranti in Messico o nei loro paesi d'origine senza l'opportunità di chiedere asilo. La scorsa settimana un giudice federale ha impedito all'amministrazione Biden di utilizzare il titolo 42 per espellere le famiglie di migranti, ma ha sospeso l'ordine per 14 giorni. L'amministrazione Biden ha impugnato la sentenza venerdì.

La crisi di Haiti e le migrazioni in tutto il continente 

Alla Casa Bianca sono preoccupati di perdere il controllo dell'arrivo soprattutto di cittadini haitiani bersagliati dalla situazione nel proprio Paese. Da una parte il terremoto devastante di magnitudo 7.2 ad agosto, dall'altra l'assassinio del suo presidente, sono migliaia i cittadini haitiani che stanno provando ad arrivare negli Stati Uniti ma il responsabile degli Interni è intenzionato a usare il pugno duro. "Siamo molto preoccupati che gli haitiani che stanno seguendo questo percorso migratorio irregolare ricevano false informazioni che il confine è aperto o che lo status di protezione temporanea è disponibile", ha affermato Mayorkas. "Voglio assicurarmi che si sappia che questo non è il modo per venire negli Stati Uniti" ha concluso il responsabile della sicurezza interna.

Alcuni haitiani hanno deciso di fuggire dal loro paese dopo l'assassinio del presidente, partendo da paesi sudamericani come la Bolivia o il Cile. Alcuni di loro stanno tentando di ricongiungersi con famiglie emigrate negli Stati Uniti. Molti dei migranti affermano di aver deciso di entrare attraverso Del Rio perché il percorso era più sicuro rispetto ad altre parti del Messico. Altri hanno detto che stavano seguendo la folla. La situazione resta incandescente e tutt'altro che vicina a trovare una soluzione.

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Foto: Epa/ALLISON DINNER

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