Martedì, 2 Marzo 2021
Libia

Migranti, la Libia alza la voce: "Dall'Ue solo promesse, abbiamo bisogno di mezzi"

"Se l'Europa vuole fermare i flussi - dice il generale Ayoub Kacem - deve aiutare la Libia a controllare la frontiera sud (lunga 5.000 chilometri) e fare pressione sui paesi di partenza"

La Libia alza la voce sui migranti. L'Unione europea "è venuta meno ai suoi impegni" perchè, "ad eccezione dell'addestramento (della guardia costiera) che non era una priorità, abbiamo avuto solo briciole. Nessun supporto tecnico, materiale o finanziario. Solo promesse, parole, polvere ngli occhi". Lo ha detto il generale libico Ayoub Kacem, portavoce della Marina libica, precisando che al momento le motovedette usate dai suoi uomini sono "prestate" da Roma dal 2010 e ormai "hanno raggiunto il loro limite".

Il capitano di una delle navi libiche, colonnello Abou Ajila Abdelbari, ha aggiunto: "Abbiamo comunicato tutte le nostre esigenze, per quanto riguarda navi e attrezzature, al nostro cosiddetto partner europeo, su sua richiesta. Ma abbiamo solo ricevuto promesse". Nonostante le condizioni difficili, ha aggiunto il generale Kacem, la Guardia costiera libica "continua a fare il suo dovere, perché se oggi permettiamo che 1.000 migranti raggiungano le coste europee, altri 10.000 vorranno seguirli domani, motivo per cui dobbiamo chiudere il Mar Mediterraneo".

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Dall'inizio dell'anno, la Marina libica ha intercettato e soccorso oltre 7.000 migranti, tra cui circa un migliaio solo il 25 giugno scorso. Secondo Kacem, i trafficanti hanno accelerato le partenze perchè temono la chiusura delle frontiere europee, dopo che Roma ha vietato l'attracco ai suoi porti alle navi delle ong che, a suo giudizio, "sfruttano la miseria dei migranti per raccogliere più aiuti". E la decisione italiana ha permesso di "smascherare l'Europa", dove alcuni Paesi si rifiutano di accogliere i migranti.

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"Se l'Europa vuole fermare i flussi migratori - ha concluso Kacem - deve aiutare la Libia a controllare la sua frontiera sud (lunga 5.000 chilometri) e fare pressione sui paesi di partenza".

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