Lunedì, 12 Aprile 2021
Turchia

Migranti, bimbo muore cercando di raggiungere l'Europa dalla Turchia

Giovedì è previsto un incontro tra Erdogan e Putin mentre è guerra aperta per la sacca di Idlib lungo tutta la linea del fronte che attraversa le province di Aleppo, Idlib, Hama e Latakia. Ingresso vietato in Turchia agli italiani

Migranti al confine turco greco foto EPA DIMITRIS TOSIDIS

Un piccolo migrante è morto al largo dell'isola di Lesbo nel naufragio dell'imbarcazione con cui una quarantina di profughi stava cercando di raggiungere la Grecia. È il tragido riflesso della situazione di emergenza al confine tra Grecia e Turchia dopo che Ankara ha deciso di non impedire più il flusso di migranti richiedenti asilo verso l'Europa.

L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, l'agenzia delle Nazioni Unite, afferma che ci sono almeno 13 mila migranti al confine tra la Turchia e la Grecia.

La situazione al confine è sempre più insostenibile mentre alcuni giornalisti locali riportano di violenze al valico di frontiera.

Migranti, la Turchia alla guerra (dei numeri)

Secondo quanto afferma su twitter il ministro degli interni turco, Suleyman Soylu, sono 76.358 i migranti che avrebbero varcato il confine attraverso la provincia di Edirne e che sarebbero così arrivati in Europa. Nella provincia di Edirne ci sono valichi di frontiera verso la Grecia e la Bulgaria e finora i due paesi non hanno segnalato l'arrivo di un così alto numero di richiedenti asilo. Anzi, secondo il ministero delle migrazioni greco la polizia greca avrebbe finora bloccato al confine 9.600 migranti.

Una situazione quanto mai prevedibile come denunciato da tempo. La Turchia infatti gestisce tre milioni e mezzo di profughi. " Incapaci di governarlo da europei, abbiamo appaltato la gestione e il governo di un problema alla Turchia - spiega a La Repubblica Emma Bonino - Abbiamo dato a Erdogan il coltello per il manico".

"Un tema che impegnerà tutti gli Stati europei per i prossimi decenni".

migranti al confine turco greco foto EPA TOLGA BOZOGLU

Come mette in evidenza l'ex ministro degli esteri l'Europa ci ha perso due volte, perché ha pagato per farsi ricattare, e perché ora deve gestire un'emergenza che non sarebbe stata tale se negli anni si fossero ordinatamente accolti e ricollocati in Ue i profughi siriani.

La Bonino denuncia poi come "le catastrofi umanitarie non siano solo tragedie morali", ma "fallimenti politici". Ad esempio "non esiste di fatto alcun accordo tra autorità italiane e libiche, ma solo linee di finanziamento a un'attività di repressione, detenzione e sfruttamento di profughi contraria a regole minime di diritto e civiltà giuridica. Che senso ha proseguire con la finzione di un accordo?".

La situazione in Siria

Intanto sul fronte siriano è altissima la tensione tra Turchia e Russia presenti nella battaglia della sacca di Idlib come alleati politici ma anche militari delle truppe sul campo.

Giovedì è previsto un incontro tra Erdogan e Putin, un vertice che arriverà solo dopo l'avvio di una operazione militare che vedrà la Turchia appoggiare le milizie ribelli contro l'esercito regolare di Damasco appoggiato dall'aviazione russa. 

Intanto da Idlib arrivano le immagini dell'abbattimento di droni militari lungo tutta la linea del fronte che attraversa le province di Aleppo, Idlib, Hama e Latakia. 

Fonti russe e siriane riferiscono che nella notte una posizione turca presso Idlib è stata distrutta e che sono stati notati elicotteri militari per evacuare morti e feriti. Anche mezzi pesanti siriani sono stati distrutti da droni turchi con perdite umane.

Turchia "vietata" ai gornalisti italiani (per il coronavirus)

"Ci hanno impedito di mettere piede in Turchia". La denuncia arriva dalla giornalista di 'Piazza Pulita' Sara Giudice, dopo la decisione del governo di Ankara di sospendere i voli con l'Italia per l'emergenza coronavirus. "Nessun italiano - spiega all'Adnkronos - mette piede su suolo turco. Ero diretta a Istanbul con l'operatore per un reportage sulla crisi migratoria con la Grecia. Al momento del controllo passaporti ci hanno mandato a un checkpoint della polizia, che ha compreso la nostra nazionalità. Ci hanno detto che era impossibile per noi rimanere in Turchia e che se non avessimo preso provvedimenti ci avrebbero messi in quarantena".

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