rotate-mobile
Giovedì, 19 Maggio 2022
L'analisi / Russia

Cosa si nasconde davvero dietro alle minacce della Russia all'Italia

Sabato Mosca ha 'avvertito' Roma affinché il nostro Paese non assuma nelle prossime settimane un atteggiamento ancora più duro sul piano delle sanzioni. A parlare è stato Paramonov, non uno qualsiasi: ma è sembrato un segno di gran debolezza

Cosa c'è davvero dietro alle minacce di ieri della Russia all'Italia? Sabato Mosca ha 'avvertito' Roma affinché l'Italia non assuma nelle prossime settimane un atteggiamento ancora più duro sul piano delle sanzioni. Il messaggio è esplicito, ed è contenuto nelle parole di Alexei Paramonov, direttore del dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo. Mosca, ha detto Paramonov senza però fornire dettagli, sta lavorando a una risposta alle sanzioni "illegittime" degli Stati Uniti e dell'Unione europea. Citando la dichiarazione del ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire sui piani dell'Ue per lanciare una "guerra economica e finanziaria totale" contro la Russia, Paramonov ha affermato: “Non vorremmo che la logica delle dichiarazioni del ministro trovasse seguaci in Italia e provocasse una serie di corrispondenti conseguenze irreversibili".

Guerra Russia Ucraina: ultime notizie in diretta

Paramonov ha poi accusato espressamente Guerini ricordando l'aiuto fornito dalla Russia all'Italia nel 2020, in piena emergenza covid: "All'Italia è stata fornita un'assistenza significativa attraverso il ministero della Difesa, il ministero dell'Industria e Commercio e il ministero della Salute della Russia. A proposito - afferma - una richiesta di assistenza alla parte russa fu inviata allora anche dal ministro della Difesa italiano Lorenzo Guerini, che oggi è uno dei principali 'falchi' e ispiratori della campagna antirussa nel governo italiano".

Cosa si nasconde dietro queste parole

Paramonov non è un funzionario qualsiasi: ex console a Milano, conosce alla perfezione l'Italia, ed è stato tra i candidati per il posto di ambasciatore a Roma. L'intervista, consegnata non a caso all'agenzia pubblica di Stato Ria Novosti, ha un obiettivo preciso. È il Cremlino che parla perché Palazzo Chigi intenda. Secondo autorevoli osservatori è un palese segno di indebolimento di Mosca, non il solo. C'è stata una dura reazione da parte di Draghi e Di Maio, oltre che un'ondata di solidarietà per il ministro Guerini, chiamato in causa come responsabile della Difesa che allora inoltrò materialmente la richiesta proveniente da Conte e dal governo giallorosso.

Le parole di Paramonov, dimostrano plasticamente come la Russia cerchi e cercherà ancora una qualche rottura, anche minima, dentro fronte europeo anti-guerra in Ucraina. Oggi lo fa mettendo sotto pressione l'Italia, agli occhi dei russi più fragile per la dipendenza dalle forniture di gas e petrolio. Nella minaccia di Paramonov si può facilmente leggere una pesante allusione alla dipendenza italiana da aziende russe. Le quali malgrado l'insistenza del governo italiano (e di tutti i governi europei) sulle sanzioni, onoreranno i loro impegni, almeno per ora.  La dipendenza italiana dal gas russo è un dato di fatto. Ma altrettanto forte, al governo, è la sensazione che Putin non si priverà di una delle poche entrate certe che gli sono rimaste dall'estero e con cui finanzia l'enorme campagna ucraina. Le minacce poco velate all'Italia sono il simbolo del fatto che le sanzioni stanno facendo male e che la Russia teme vengano ulteriormente inasprite. 

"Siamo sempre stati un partner affidabile e aperto al negoziato, è la nostra tradizione. Attaccare Guerini vuol dire attaccare la diplomazia italiana - dice in un'intervista alla Stampa Enzo Amendola, deputato del Pd e sottosegretario agli Affari europei -  Quella russa è una dichiarazione di impotenza: colpire Guerini non dimostra forza, ma debolezza. Così Mosca taglia i ponti con una tradizione incentrata sul dialogo, come dimostrano i nomi italiani per un possibile ruolo da mediatore. Romano Prodi, per esempio, sarebbe perfetto". Segno di debolezza dunque? "Ho l'impressione, vista anche la parata di Putin allo stadio, che in Russia coloro che hanno studiato quest'avventura militare si stiano accorgendo dell'isolamento mondiale - continua Amendola - Non solo le reazioni della comunità internazionale, anche i distinguo dell'alleato cinese. Allora utilizzano la retorica e gli attacchi per reagire e mantenere salda l'unità russa, ma onestamente l'accusa a Guerini lascia il tempo che trova".

Le reazioni

"Non diamo peso alla propaganda. Incoraggiamo invece ogni passo politico e diplomatico che metta fine alle sofferenze del popolo ucraino. L’Italia è a fianco dell’Ucraina e continuerà ad esserlo", dice il "diretto interessato", il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, oggi definito da Mosca un 'falco' della politica anti Russia in una giornata caratterizzata da minacce russe all'Italia, con "conseguenze irreversibili" in caso di ulteriori sanzioni nei confronti del paese guidato da Vladimir Putin.

"Esprimo piena solidarietà al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, vittima di attacchi da parte del Governo russo. Il paragone tra l’invasione dell’Ucraina e la crisi pandemica in Italia è particolarmente odioso e inaccettabile", dice il presidente del Consiglio, Mario Draghi. "Il ministro Guerini e le Forze Armate -aggiunge il premier- sono in prima linea per difendere la sicurezza e la libertà degli italiani. A loro va il più sentito ringraziamento del Governo e mio personale".

A stretto giro, prima ancora delle parole di Guerini, era arrivata anche la replica della Farnesina. "Il ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale respinge con fermezza le dichiarazioni minacciose del direttore del dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo Alexei Paramonov, secondo cui eventuali nuove sanzioni nei confronti della Federazione russa comporterebbero conseguenze irreversibili per l’Italia, e invita il ministero degli Esteri della Federazione Russa ad agire per la cessazione immediata dell’illegale e brutale aggressione russa nei confronti dell’Ucraina, che la Farnesina condanna fortemente", si legge in una nota del ministero, nella quale si ribadisce che l’Italia insieme ai partner europei ed internazionali continuerà a esercitare ogni pressione affinché la Russia torni nel quadro della legalità internazionale.

La missione russa in Italia ai tempi della prima ondata Covid

Aiuti, pochi, Intelligence, tanta. "A caval donato non si guarda in bocca", soprattutto quando un virus sconosciuto dà il là a una pandemia senza precedenti nella storia recente, ma secondo quanto ricostruito da varie inchieste giornalistiche, la missione a Bergamo voluta da Putin nella primavera 2020 - tornata d'attualità ieri dopo le parole di Paramov -  non aveva solo l’obiettivo di aiutare gli italiani. Si trattò in grande misura di un’operazione di intelligence, destinata ad acquisire tutte le informazioni sul virus e i metodi per contrastarlo. Medici e infermieri erano realtivamente pochi, mentre la delegazione era composta soprattutto da scienziati militari e civili: specialisti in piani epidemiologici e in ricerche batteriologiche. La propaganda del Cremlino ha sfruttato la vicenda per inondare il mondo di proclami sulla solidarietà russa.

Tutte le notizie di oggi

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cosa si nasconde davvero dietro alle minacce della Russia all'Italia

Today è in caricamento