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Sabato, 29 Gennaio 2022
Grecia / Grecia

La nuova corsa all'oro non convince i greci

Molti greci pensano che i benefici di un progetto di estrazione dell'oro in Calcidica non siano superiori ai rischi, e non si fidano delle informazioni ufficiali.

"Ecco, vedi? E' lì che vogliono fare il buco." Lazaros Toskas indica con il dito la cima della montagna. Tra boschi di querce, faggi e pini sorgeranno le cave di una società mineraria, Hellas Gold, che estrarrà il tesoro nascosto nelle viscere del Monte Kakavos, a Skouries, Grecia. Questo angolo della Calcidica, nel Nord della Grecia, è noto da milleni per la ricchezza del suo sottosuolo: rame, argento, piombo, zinco e in particolare oro, il cui valore è quadruplicato nel corso degli ultimi 10 anni. Solo a Skouries, le riserve sono stimate in 3,6 milioni di once, più di 100 tonnellate. Ma se per alcuni questo è un business che porterà opportunità di lavoro in una terra piegata dalla disoccupazione, altri temono la distruzione di un ecosistema.

Toskas è un ingegnere civile di 54 anni. Vive a Megali Panagia, la città più vicina alla miniera di Skouries. Si tratta di uno dei leader del movimento che si oppone al progetto e che negli ultimi mesi ha portato avanti diverse azioni di protesta. L'ingegnere mostra i lavori che sono già stati fatti per il drenaggio delle acque: "Devono svuotare la montagna per costruire le gallerie." Si scavera fino a 250 metri di profondità, per poi aprire i tunnel fino a 700 metri di profondità. La popolazione teme per le risorse idriche della zona. "Nella terra ci sono molti minerali tra cui arsenico ... Non sappiamo cosa può succedere ", dice Toskas. Nelle discussioni con coloro che si oppongono al progetto, l'arsenico è spesso chiamato in causa. Si dice che il processo che l'azienda vuole usare per estrarre l'oro non sia fattibile su un sito con alte concentrazioni di arsenico. Eduardo Moura, vice presidente di Eldorado Gold (il gigante minerario canadese, che detiene il 95% di Hellas Gold), risponde via e-mail al Pais, sostendo che l'azienda opera in stretta conformità con la normativa ambientale europea e greca e che lo "studio d'impatto ambientale della miniera nella Calcidica è stato preparato in cinque anni ed è stato esaminato e approvato dallo Stato greco."

"Non sono a favore o contro" dice il proprietario di un negozio di gioielli a Ierissos, località che è diventata il quartier generale della protesta contro la miniera. Il gioielliere riassume le preoccupazioni dei cittadini, anche di quelli che, come lui, non hanno partecipato alle manifestazioni. "L'acqua che beviamo viene dalla montagna. In caso di contaminazione, che cosa facciamo?" dice. Poi c'è il turismo. "Pensa che qualcuno verrà ancora se sapesse che a pochi chilometri vi è una miniera?". In tutto questo ci sono le preoccupazioni dei disoccupati, molti dei quali sono favorevoli al progetto. L'azienda adesso impiega già 1.100 lavoratori. "Le nostre attività creeranno più di 5.000 posti di lavoro diretti e indiretti", ha detto Moura.

Molti ritengono che i benefici non siano superiori ai rischi, e non si fidano delle informazioni ufficiali. Nel dicembre 2003, il governo greco ha preso il controllo della miniera, dopo un accordo con TVX Hellas, il vecchio proprietario, che ha chiuso il progetto dopo le proteste da parte della popolazione locale. Lo stato ha comprato per 11 milioni di euro e l'ha venduto lo stesso giorno a Hellas Gold, fondata tre giorni prima, per la stessa cifra. Senza tenere per sé alcun diritto di concessione. Poco dopo, il 95% delle azioni della società sono state acquisite dalla Canadian Goldfields europea (EG). Nell'ambito di una verifica, il valore di mercato della società è stato quindi stimato in circa 400 milioni di euro

L'azienda difende il progetto e sostiene che "ha tutte le necessarie autorizzazioni ambientali." Ma i gruppi che si oppongono alla miniera hanno fatto appello al Consiglio di Stato greco per un contestato studio di impatto ambientale. Si apsetta la decisione finale. Fonte: El Pais

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