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Sabato, 26 Novembre 2022
Alta tensione / Corea del Nord

Missile sudcoreano si schianta al suolo per errore: si è temuto un attacco, scene di panico

La Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno lanciato quattro missili terra-terra nel mare Orientale in esercitazioni congiunte, all'indomani del lancio del missile balistico a raggio intermedio da parte della Corea del Nord. Qualcosa non è andato però secondo i piani

La Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno lanciato quattro missili terra-terra nel mare Orientale in esercitazioni congiunte, all'indomani del lancio del missile balistico a raggio intermedio da parte della Corea del Nord. E' quanto riporta l'agenzia di stampa Yonhap. Corea del Sud e Usa hanno lanciato ciascuna due Army tactical missile system, "che hanno colpito con precisione bersagli fittizi e hanno dimostrato la capacità degli alleati di scoraggiare ulteriori provocazioni", ha affermato il Joint chiefs of staff. I lanci sono stati effettuati "per rispondere alle provocazioni della Corea del Nord e assicurarci di poter dimostrare le nostre capacità”, dice il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Kirby. Ciascuna delle due parti ha sparato due missili balistici a corto raggio Atacms di fabbricazione statunitense.

Non tutto è filato liscio, a dire il vero. Separatamente, infatti, la Corea del Sud ha lanciato anche due missili Hyunmoo-2 a corto raggio, uno dei quali ha fallito però l’obiettivo poco dopo il lancio e si è schiantato, senza conseguenze, come preciserà poi l’esercito di Seul. Tuttavia l'esplosione ha scatenato a lungo il panico sui social media nella città di Gangneung, dove i cittadini hanno temuto un attacco nordcoreano. Il missile si è schiantato all'interno di una base dell'aeronautica militare alla periferia della città, e ha causato un vasto incendio ripreso da centinaia di foto e video. Sul "volo anomalo" l’esercito sudcoreano ha avviato un'indagine interna. L'esplosione e il successivo incendio hanno spaventato e confuso i residenti della città costiera, già in allarme da ieri per i test sulle armi sempre più provocatori della Corea del Nord. La loro preoccupazione che potesse trattarsi di un attacco nordcoreano non si è subito placata per un motivo preciso: i funzionari militari e governativi non hanno fornito spiegazioni sull'esplosione per lunghissime ore.

Ieri la Corea del Nord ha lanciato un missile Irbm da Mupyong-ri nella sua provincia settentrionale di Jagang, il primo lancio balistico da otto mesi a questa patrte. Il missile, per la prima volta dal settembre 2017, è passato sopra al Nord Est del Giappone, raggiungendo un’altitudine di 1.000 chilometri e una distanza di 4.600, la traiettoria più lunga mai coperta da un missile a medio raggio lanciato da Pyongyang. Gli abitanti si sono svegliati con il suono delle sirene e il governo ha chiesto ai residenti dell’isola di Hokkaido e della prefettura di Aomori di mettersi al riparo nei rifugi sotterranei. In risposta, gli alleati hanno tenuto esercitazioni aeree nel corso della giornata e un caccia F-15K sudcoreano ha sparato due munizioni ad attacco diretto congiunte (JDAM) a un poligono di tiro su un'isola del Mar Giallo: una simulazione di un attacco di precisione aria-terra che servirebbe a difendere il territorio in caso di reale attacco da parte di Pyongyang.

La portaerei a propulsione nucleare americana USS Ronald Reagan tornerà nel Mar del Giappone dopo gli ultimi lanci di missili della Corea del Nord, secondo quanto riferito all'agenzia di stampa statale dall'esercito sudcoreano. Il dispiegamento della portaerei Usa, spiegano da Seoul, rappresenta una dimostrazione della disponibilità degli alleati ad affrontare eventuali nuove "provocazioni" del regime di Kim Jong-Un.

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