Venerdì, 30 Luglio 2021
Mondo Siria

Gli Stati Uniti attaccano la Siria: lanciati 59 missili sulla base dei raid chimici

La risposta alla strage dei bambini siriani. Il bombardamento in Siria è nel "vitale interesse della sicurezza" degli Stati Uniti, ha affermato Donald Trump, chiedendo al mondo di unirsi agli Stati Uniti. L'ira di Mosca

Donald Trump e Bashar al Assad

Pioggia di missili americani sulla base siriana di Al Shayrat, considerata la struttura da cui è partito l'attacco chimico su Khan Sheikhoun, dove martedì mattina sono morti oltre ottanta civili. Donald Trump ha compiuto così la sua prima mossa militare da presidente degli Stati Uniti, contro una Siria che fino a pochi giorni prima non sembrava essere una sua priorità.

Mentre ospitava al suo resort di Mar-a-Lago in Florida il presidente cinese Xi Jinping e dopo avere avvertito i leader al Congresso e la Russia, il Commander in chief ha ordinato il lancio di 59 missili Tomahawk contro la base aerea siriana dalla quale secondo Washington è partito l’attacco chimico “orribile” a danno di una settantina di “civili innocenti” tra cui “bambini bellissimi, uccisi brutalmente. Nessun figlio di Dio dovrebbe soffrire un simile orrore”, ha detto Trump spiegando che “prevenire e impedire la diffusione o l’uso di armi chimiche letali è nell’interesse vitale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”.

IL LANCIO DEI MISSILI DAL MEDITERRANEO

Quando in Italia erano le 2.40 di notte, i missili americani sono partiti da due cacciatorpedinieri Usa posizionati nella parte orientale del Mediterraneo colpendo una base aerea di Al Shayrat, nel governorato di Homs. Secondo il governatore regionale l’azione americana ha fatto “diversi morti”, ma il numero non è stato ancora precisato. Per il Pentagono è stata una “risposta proporzionale” all’attacco chimico che Damasco nega di avere compiuto a Khan Sheikhoun (area in mano ai ribelli nella provincia di Idlib). L’amministrazione Trump ha lanciato un messaggio chiaro: tolleranza zero per l’uso di armi chimiche contro persone innocenti.

IL VIDEO DEL LANCIO DEI MISSILI: GUARDA

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L'IRA DELLA RUSSIA

L’attacco Usa in Siria è un attacco “a uno Stato sovrano e costituisce una violazione delle norme del diritto internazionale, per giunta pianificato”: lo ha dichiarato Dmitri Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin. “Questa mossa da parte di Washington provoca un sostanziale danno alle relazioni russo-americane, che sono già ridotte a brandelli”, ha aggiunto il portavoce. Il Comitato di Difesa della Duma di Stato (la Camera bassa) russa afferma che l'attacco missilistico degli Stati Uniti contro la Siria potrebbe peggiorare i rapporti tra Mosca e Washington, nonché portare a un ampliamento dei conflitti armati in Medio Oriente. Lo riportano i media russi. "Queste sono azioni irresponsabili, sconsiderate", recita una nota ufficiale. Mosca chiede con urgenza che si riunisca il Consiglio di sicurezza dell'Onu.

L’Unione europea era stata informata della probabilità di un’imminente svolta degli Stati Uniti: lo ha dichiarato la portavoce dell’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, che ha seguito durante la notte gli eventi con i servizi diplomatici dell’Ue al lavoro.

COSA HA DETTO IL MINISTRO ALFANO

Il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha commentato oggi il raid missilistico Usa alla base siriana che Washington considera responsabile dell’attacco chimico che nei giorni scorsi ha provocato decine di vittime tra i civili, dicendo che l’Italia “comprende” le ragioni dell’azione americana. “L’Italia comprende le ragioni di un’azione militare Usa proporzionata nei tempi e nei modi, quale risposta a un inaccettabile senso di impunità nonché quale segnale di deterrenza verso i rischi di ulteriori impieghi di armi chimiche da parte di Assad, oltre a quelli già accertati dall’Onu”, ha detto Alfano. “Gli attacchi aerei a Khan Sheikhoun del 4 aprile scorso sono stati spietati per il loro carico di vite umane, inclusi molti bambini, e per la loro efferatezza. Sono atti vili che l’Italia e l’Unione Europea hanno condannato fermamente e che si sommano alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Assad e delle atroci violenze ai danni dei civili nei confronti dei quali le sue forze armate si sono più volte rese responsabili”, ha continuato il ministro degli Esteri.

siria9_07080420-2 La base siriana colpita

“Il Governo segue con la massima attenzione gli sviluppi nel Mediterraneo, tenuto conto dei suoi molteplici e diretti interessi alla sicurezza e alla stabilità della regione. E’ ora necessario e urgente riattivare la piena funzionalità del Consiglio di Sicurezza e pervenire all’adozione di una Risoluzione consensuale onde identificare responsabilità e scongiurare nuove atrocità. Quale membro del Consiglio di Sicurezza l’Italia continuerà ad adoperarsi a tal fine. Inoltre, l’Italia auspica fortemente che riprenda – attorno ad un rinnovato dialogo Usa – Russia – l’impegno della comunità internazionale per una transizione politica in Siria guidata dall’Onu e in ossequio alla Ris Cds 2254 e al Comunicato di Ginevra del 2012”, prosegue ancora il capo della diplomazia italiana. “In questo senso – conclude Alfano – (l’Italia) guarda con interesse alla prossima visita del Segretario di Stato Tillerson a Mosca. È necessario che la Russia usi la propria influenza in favore di un reale cessate il fuoco, del pieno accesso umanitario e di un processo di progressiva costruzione della fiducia tra le parti siriane. Circostanze come queste non fanno che rafforzare l’impegno italiano, europeo ed internazionale verso questo obiettivo strategico. Al riguardo la riunione dei Ministri degli Esteri del G7 di Lucca rappresenterà una ulteriore occasione per una valutazione comune della situazione e per confermare la nostra volontà collettiva”.


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