Lunedì, 8 Marzo 2021
Irish Way

Il 'modello Irlanda': così a Natale riaprono bar e palestre

Da ottobre ad oggi il Paese ha visto i contagi ridursi del 70%, muovendosi in anticipo e adottando misure semplici, come il divieto degli incontri al chiuso o l'obbligo di smart working. Adesso questa strategia sta dando i suoi frutti

Foto di repertorio Ansa

Mentre l'Italia si prepara ad affrontare un Natale tra restrizioni e zone rosse, c'è un Paese che non soltanto vivrà un periodo natalizio meno 'serrato', ma anzi, è pronto a riaprire bar e palestre. Parliamo dell'Irlanda, il cui 'modello' potrebbe essere d'esempio agli altri Paesi dell'Unione europee, almeno secondo il responsabile Salute del gruppo del Ppe nel Parlamento Europeo Peter Liese (Cdu). Intanto proprio la Germania, che sta attraversando un momento difficile, cerca ispirazione proprio dalla strategia irlandese.

Coronavirus, come funziona il modello irlandese 

La 'Irish way' alla gestione del Sars-CoV-2, spiega Liese, che si stupisce di come nessuno in Europa parli di quello che sta succedendo nell'isola di Smeraldo, è fatta non solo di lockdown mirati, ma anche di "misure più astute" e intelligenti. In ottobre, all'avvio della seconda ondata, spiega Liese, che è medico, l'Irlanda contava qualcosa come 156 positivi per ogni 100mila abitanti negli ultimi sette giorni, un tasso "molto più alto che in Germania". A quel punto a Dublino hanno fatto ricorso non solo ai lockdown, ma, appunto, anche a misure più mirate e "astute".

Hanno vietato per legge di incontrarsi al chiuso, con qualche eccezione per le persone sole, ma hanno consentito ai residenti di incontrarsi all'aperto, magari per una passeggiata al parco, dato che il contagio all'aria aperta è "18 volte" meno probabile che al chiuso. Il problema è che, continua Liese, negli altri Paesi dell'Ue si continua a fare esattamente "il contrario".

Fuori dall'Irlanda, come ad esempio in Germania, "sei punito se incontri qualcuno all'aperto, non se lo incontri al chiuso", dato che il controllo è molto più difficile nelle case delle persone. All'aperto, semplicemente, è più difficile contagiarsi: "Molti Stati membri non rispettano questo semplice fatto", osserva. Nel gruppo Ppe l'ex premier Leo Varadkar ha parlato, con "molta umiltà", dell'esperienza irlandese ai colleghi eurodeputati: il problema del divieto di incontrarsi in casa, naturalmente, è l'enforcement, poiché controllare nelle abitazioni è molto più difficile e invasivo che all'aperto, ancora di più in Paesi democratici.

Il segreto? Vietare gli incontri al chiuso

In Irlanda, ha spiegato Varadkar ai colleghi del Ppe, non hanno creato uno Stato di polizia, ma hanno semplicemente vietato per legge gli incontri al chiuso (con determinate eccezioni). E hanno constatato che, una volta che una legge è in vigore, la popolazione tendenzialmente la rispetta, senza bisogno che la polizia faccia irruzione nelle case. Cosa che invece può fare, per inciso, se sospetta che dietro la porta sia in corso un assembramento, in Belgio. Lo stesso Paese in cui la Polizia a Molenbeek evitò di arrestare Salah Abdeslam, reduce dagli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015, perché era vietato effettuare una perquisizione domiciliare nottetempo, anche per i sospettati di concorso in strage.

Seconda misura "astuta" e decisiva adottata dagli irlandesi, spiega ancora Liese, è stato rendere "obbligatorio lavorare da casa", rendendo lo smart working, ovunque sia possibile, la regola e non l'eccezione. In altri Paesi invece, come in Belgio, "le aziende chiedono ai dipendenti di rientrare negli uffici", anche in piena pandemia, ragion per cui "probabilmente" i numeri torneranno a salire. Le misure in Irlanda hanno funzionato finora così bene che "hanno riaperto i ristoranti e anche le palestre", dato che il virus ormai circola poco, quindi "se lo possono permettere". Sull'isola hanno avuto giorni con "zero morti", situazione che gran parte d'Europa ora vede come un miraggio. Sono passati dai 156 casi per 100mila abitanti di inizio ottobre ai 46 di oggi (su 7 giorni, ma anche su 14 giorni l'incidenza è "simile").

Liese è dunque "convinto" che "seguire il modello irlandese darebbe risultati" anche in altri Paesi. E continua a pregare i giornalisti di "parlarne", perché gli Stati membri dell'Ue, anche quelli più grandi, dovrebbero guardare oltre i propri confini, imitando i 'confratelli', magari più piccoli, che indovinano una ricetta che funziona per contrastare la pandemia.

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